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mercoledì 9 marzo 2016

L’UNIONE EUROPEA HA RIMOSSO I LIMITI D’ETA’ PER L’ACCESSO AL PUBBLICO IMPIEGO: CONSEGUENZE POLITICO-SOCIALI. DIE EUROPÄISCHE UNION hat die Grenzen des Alters "für den Zugang ENTFERNT ARBEITSMARKT: SOZIALPOLITISCHE KONSEQUENZEN.

L’UNIONE EUROPEA HA RIMOSSO I LIMITI D’ETA’ PER L’ACCESSO
AL PUBBLICO IMPIEGO: CONSEGUENZE POLITICO-SOCIALI.


Con sentenza del 13/11/2014 n° C-416/13 la Seconda Sezione della Corte di giustizia U.E. ha di fatto rimosso sbarramenti e limiti d’età per l’accesso al pubblico impiego e ad incarichi di pubblico servizio nel territorio dell’Unione. Si tratta di una sentenza dalle conseguenze politico-sociali epocali e che si basa fondamentalmente sul principio liberale di non discriminazione e parità di chance,nell’ottica che anche chi abbia superato determinate soglie anagrafiche possa beneficiare della possibilità di accedere alle selezioni sulla base dei test attitudinali e dei riscontri in concreto. Molto spesso,infatti, ci siamo sentiti ripetere anche dalla scienza medica che l’età biologica è un concetto diverso da quello anagrafico o meglio che essi non sempre coincidono e che, sebbene a livello statistico, certe attitudini fisiopsichiche siano più facilmente riscontrabili nell’età giovanile, non è detto che determinati soggetti, pur avanti negli anni,non siano in grado di garantire migliori performance perfino fisiche, a volte, nell’ottica del libero accesso per tutti e della parità di chances come base di partenza. La questione potrebbe ingenerare interessanti dibattiti anche sotto altri profili amministrativi e previdenziali, ovverosia ci si potrebbe domandare, sulla base dell’età, per quanto un soggetto più avanti negli anni e, a seconda di quanto più avanti, possa riuscire a garantire alla pubblica amministrazione livelli di rendimento e prestazioni costanti nel tempo rispetto ad uno più giovane,e ciò in termini di giudizio comparativo per i possibili vantaggi e svantaggi pubblici della P.A.,ma si potrebbe anche pensare alla relatività di certi modelli e schemi mentali, alla luce anche di certe patologie fulminanti o vulneranti che insorgono anche in età più giovane o di eventi incidentali. Tutto trae origine comunque da una normativa delle Asturie che sanciva il limite dei 30 anni per l’accesso alla polizia locale né più né meno come, prima della sentenza, in Italia il limite di accesso alla magistratura era fissato a 41 anni e con l’ulteriore sbarramento per chi non era riuscito a superare tre precedenti prove d’accesso concorsuale. Manuela Rinaldi (http://www.altalex.com/documents/news/2014/12/10/concorsi-pubblici-corte-ue-nessun-limite-di-eta-per-l-accesso ) così commenta la vicenda della sentenza che qui interessa: “Non vi possono essere limiti di età per l’accesso ai concorsi pubblici anche nella ipotesi in cui si tratti di attività lavorative richiedenti capacità fisiche particolari. Il diritto comunitario non ammette normative nazionali che possano fissare un limite di età per l’assunzione di agenti di polizia locale.Così la decisione del 13 novembre 2014 della Corte di Giustizia Europea, secondo cui la legge del Principato delle Asturie, che fissa un limite di età a 30 anni quale massima per l’assunzione degli agenti di polizia locale, è contraria al diritto dell’Unione.Il citato limite, infatti, rappresenta una ingiustificata discriminazione.La Direttiva 2000/78/CE del 27 novembre 2000 stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, vietando espressamente, in materia di impiego, ogni discriminazione direttamente o indirettamente fondata sull’età.L’articolo 6 della direttiva 2000/78 prevede che “Fatto salvo l’articolo 2, paragrafo 2, gli Stati membri possono prevedere che le disparità di trattamento in ragione dell’età non costituiscano discriminazione laddove esse siano oggettivamente e ragionevolmente giustificate, nell’ambito del diritto nazionale, da una finalità legittima, compresi giustificati obiettivi di politica del lavoro, di mercato del lavoro e di formazione professionale, e i mezzi per il conseguimento di tale finalità siano appropriati e necessari”.Nella decisione del 13 novembre 2014 la Corte ha rilevato che la sopra menzionata legge delle Asturie realizza, in maniera espressa e chiara, una disparità di trattamento basata sull’età, comportando che, a parità di situazioni, alcune persone, solo per il “semplice fatto” di aver compiuto e superato i 30 anni, siano trattate meno favorevolmente rispetto ad altre. La Corte di Giustizia Europea nella decisione che si commenta, pur riconoscendo che la natura di alcune funzioni degli agenti di polizia locale (quale ad esempio la protezione di persone e beni) possano richiedere una idoneità fisica particolare, considera, comunque, che nulla dimostra che le capacità fisiche particolari richieste per l’esercizio di tale attività lavorativa siano necessariamente collegate ad una determinata fascia di età e non sussistano, invece, nelle persone che abbiano superato una certa età (30 anni).Partendo da tale assunto la Corte UE ha precisato che nulla consente, quindi, di affermare che il legittimo obiettivo di garantire il carattere operativo ed il buon funzionamento del corpo di polizia locale richieda di mantenere una certa configurazione dell’età al suo interno imponendo l’assunzione di lavoratori con meno di 30 anni. Da ciò ne consegue che il limite di età fissato dalle Asturie rappresenta un requisito sproporzionato. La Corte va oltre precisando altresì che gli agenti devono sostenere, come da bando di concorso, delle prove fisiche specifiche e per il giudice tali prove (impegnative e di per sé eliminatorie) possono consentire, ex se, una “naturale selezione” delle persone più idonee, senza dover “ricorrere al limite di età per l’assunzione nel bando di concorso”.La prima conseguenza, sotto il profilo del diritto amministrativo interno italiano, è che anche i limiti d’età stabiliti da norme regolamentari interne potrebbero trovare disapplicazione in concreto non solo alla luce delle normative U.E. self-executing o meno, ma anche dell’art.3,comma 6, della L.n°127 del 15/05/1997 che, già nell’ottica dei principi del diritto U.E. e dell’art.51 della Costituzione repubblicana, pur facendo salve le deroghe dettate eventualmente da regolamenti, ha stabilito l’assenza di limiti d’età per la partecipazione a concorsi pubblici indetti dalla P.A. Raffaele Mancuso,in altro articolo reperibile on line (http://www.diritto.it/docs/32831-sui-limiti-di-et-nei-concorsi-pubblici  ),spiega che: “non può pertanto essere applicata ad un concorso il limite di età di 18 anni, fissato per l’accesso al rapporto d’impiego dall’art. 3, comma 1, lett. b) del D.M. 4 giugno 2001 n. 103, atteso che quest’ultimo decreto non ha natura regolamentare, non essendo stato adottato con il procedimento indicato dall’art. 17 della L. 400 del 1988, e non essendo qualificato neppure come regolamento nel testo. La normativa dell'UE in materia di occupazione garantisce livelli minimi di protezione che valgono per tutti coloro che vivono e lavorano nell'Unione europea, tutela contro ogni forma di discriminazione fondata su sesso, razza, religione, età, disabilità e orientamento sessuale. Per principio di parità di trattamento si intende l’assenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta a causa della religione, delle convinzioni personali, degli handicap, dell’età o dell’orientamento sessuale. Il Trattato di Amsterdam, introducendo l’art. 13 al Trattato istitutivo della Comunità Europea, ha infatti conferito al Consiglio il potere di adottare “i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali”. Da ultimo, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Nizza 2000) ha sancito espressamente il diritto di uguaglianza davanti alla legge (art. 20) e il divieto di qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali (art. 21). L’obiettivo della direttiva 2000/43/CE è quello di favorire la partecipazione di tutte le persone alla società democratica a prescindere dalla razza o dall’origine etnica, attraverso azioni che rendano effettivo il principio della parità di trattamento nell’ambito dell’attività di lavoro dipendente o autonomo, come anche in altri ambiti quali l’istruzione, la protezione sociale, la sicurezza sociale e l’assistenza sanitaria, le prestazioni sociali, l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura. La DIRETTIVA EUROPEA 2000/43/CE-NOZIONE DI DISCRIMINAZIONE (ART.2) recita: Si ha una discriminazione diretta quando una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe stata trattata un’altra in una situazione analoga a causa della sua razza od origine etnica. Si ha una discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio o una prassi apparentemente neutri possono mettere persone di una determinata razza od origine etnica in una posizione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone a meno che non siano giustificati da una finalità legittima e i mezzi impiegati per il suo conseguimento siano appropriati e necessari
La
 stessa direttiva al CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA (ART.3) statuisce: si applica a tutte le persone (anche a favore dei cittadini dei paesi terzi) nei seguenti settori:occupazione; orientamento e formazione professionale; protezione sociale; prestazioni sociali; istruzione; accesso ai beni e servizi, compreso l’alloggio. All’ART. 5 titolato AZIONI POSITIVE statuisce : per assicurare l’effettiva e completa parità gli Stati membri possono mantenere o adottare misure specifiche dirette a evitare o compensare svantaggi connessi con una determinata razza o origine etnica, continua all’art. 7 dicendo : Gli Stati membri adottano misure per garantire alle vittime, in caso di lesione del principio di parità di trattamento, il diritto di accesso a procedure giurisdizionali e amministrative. I principi della parità di trattamento e della non discriminazione sono al centro del modello sociale europeo e rappresentano uno dei capisaldi dei diritti e dei valori fondamentali dell'individuo che sono alla base dell'odierna Unione europea.”. Premesso questo quadro normativo finalmente abbastanza chiaro,diversamente dai guazzabugli giuridici e i bizantinismi di casa nostra, una riflessione è d’obbligo, essendo nuovamente all’appuntamento di un cambio di regime politico in Italia, tutto da vedere se mancato anche stavolta o meno,lo decideranno forse gli esiti referendari più ancora delle prossime elezioni amministrative, è possibile pensare che la rimozione di certi limiti o sbarramenti possa agevolare un ricambio di personale e mentalità anche nella pubblica amministrazione italiana dopo il ventennio berlusconiano? In parole povere, come può evincersi anche dagli approfondimenti e dalle riflessioni di un altro nostro post (http://gianfrancoferrari2013.blogspot.it/2013/07/listituto-storico-della-raccomandazione.html ), se è immaginabile che ad ogni nuovo concorso pubblico possano corrispondere nuove “infornate” sulla base anche di spinte più o meno politiche o di atti disonesti ( per tutti vedasi un caso ormai noto alle cronache: http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/05/09/news/vigili_concorso_truccato_quattro_indagati_per_falso-58379700/ ),e ciò anche a causa delle metodologie ancora in atto nelle selezioni, in cui mancano livelli adeguati di trasparenza (penso ad esempio che gli elaborati scritti andrebbero messi in on line accessibili a tutti,in modo da offrire un sistema comparativo coram populo veramente di evidenza pubblica), di controllo e in cui i curricula, nelle prove per titoli ed esami o solo per titoli, possono anche essere costruiti a tavolino sulla base di amicizie e conoscenze più che di lavori effettivi ed esperienze sul campo, bisogna domandarci se, stavolta, possano trovare accesso anche soggetti che si siano visti discriminati sistematicamente nei venti o trentanni precedenti,nonostante il merito e la sussistenza dei requisiti, e se stavolta la normativa e i principi del diritto U.E. possano risarcirli,magari con un posto di lavoro conquistato più tardi negli anni, per le tante ingiustizie e delusioni o per i criteri spesso politici che hanno prevalso spesso negli anni precedenti? Una sorta di folla di esclusi, reietti,figli di nessuno o di un Dio minore preme alle porte dei pubblici uffici e dei pubblici servizi? Di certo possiamo solo dire che le conseguenze politico-sociali della sentenza della Seconda Sezione della Corte di giustizia U.E. appaiono maggiori persino di quanto per anni era già previsto nelle normative e nei trattati,una sorta di colpo di cannone che rompe definitivamente argini e steccati sociali, perché si tratta di un intervento concreto che fa certezza di un principio fin troppo chiaro, se ancora vi fosse qualche dubbio alla stregua della compatibilità o sopravvivenza di norme regolamentari di segno diverso, e che, attraverso il case-law, impone di recuperare nel diritto vivente la prevalenza della normativa europea e delle interpretazioni ad essa conformi su ogni altro residuo margine di dubbio di origine interna. E ciò forse prelude anche all’avvento di criteri meritocratici reali e nuovi per l’accesso al pubblico ed anche per l’ingresso forse di nuove criteriologie più pratiche come quelle tendenti a valorizzare l’equilibrio psicologico, la rettitudine dimostrata anche sotto il profilo amministrativo (ad esempio il corso della carriera precedente) e non solo penale (assenza di condanne, carichi pendenti,ecc.),la valutazione di lavori seri e validi indipendentemente dalle pubblicazioni in un paese in cui l’editoria e i mass-media sono stati e sono ancora pressoché monopolizzati,ecc.,insomma l’avvento dell’era rivoluzionaria del diritto e della Legge, per usare la celebre espressione di Jules Michelet.


DIE EUROPÄISCHE UNION hat die Grenzen des Alters "für den Zugang ENTFERNT ARBEITSMARKT: SOZIALPOLITISCHE KONSEQUENZEN.
Mit dem Urteil vom 2014.11.13 n ° C-416/13 hat die Zweite Kammer des Gerichtshofs U.E. Es hat Barrieren und Altersgrenzen für den Zugang zum öffentlichen Dienst und Aufgaben des öffentlichen Dienstes im Gebiet der Union wirksam entfernt. Es ist eine Beurteilung durch die politischen und sozialen Folgen bedeutsamen und dass im Grunde auf dem liberalen Grundsatz der Nichtdiskriminierung und Chancengleichheit beruht, eine Ansicht, die auch diejenigen, die bestimmte demografische Schwellen bestanden haben von der Möglichkeit profitieren, können auf der Grundlage von Tests, um die Auswahl für den Zugriff auf Einstellungs- und konkret Feedback. Sehr oft in der Tat, hörten wir auch von der medizinischen Wissenschaft wiederholt, dass das biologische Alter ist ein anderes Konzept von Master oder vielmehr, dass sie nicht immer übereinstimmen und dass, obwohl statistisch bestimmte fisiopsichiche Haltungen sind leichter im Zeitalter gefunden Jugend, es wird gesagt, dass bestimmte Parteien, obwohl in den Jahren fortgeschritten, sind die beste Leistung sogar körperliche, manchmal nicht in der Lage zu garantieren, im Hinblick auf den freien Zugang für alle und die gleichen Chancen als Heimatbasis. Die Frage könnte auch Anlass zu interessanten Debatten in anderen administrativen und sozialen Sicherheitsprofile, dh die Frage gestellt werden könnte, auf der Grundlage von Alter, als Subjekt später im Leben und, je nachdem, wie viel später, kann auf die öffentliche Verwaltung zu gewährleisten können Leistungsniveau und eine konstante Leistung über die Zeit als eine jüngere, und dass im Hinblick auf die vergleichende Beurteilung für die möglichen Vor- und Nachteile der PA Öffentlichkeit, aber Sie könnten auch über die Relativität bestimmter Modelle und Mentalitäten, vor allem im Hinblick auf einige denken fulminanter oder vulneranti Krankheiten, die in einem jüngeren Alter oder Unfällen kommen. Alles stammt noch aus einer der asturischen Regelung, die die Grenze von 30 Jahren für den Zugang zur örtlichen Polizei etabliert weder mehr noch weniger als vor dem Urteil in Italien die Grenze der Zugang zur Justiz wurde auf 41 Jahre festgelegt und mit dem " zusätzliche Barriere für diejenigen, die die letzten drei Zugriffswettbewerb Tests bestanden hatte versagt. Manuela Rinaldi (http://www.altalex.com/documents/news/2014/12/10/concorsi-pubblici-corte-ue-nessun-limite-di-eta-per-l-accesso ) Auf die Geschichte des Urteils kommentiert, die hier relevant ist: "Es kann für den Zugang zu öffentlichen Wettbewerben auch in den Fällen, in denen keine Altersgrenze sei es Tätigkeiten, die besondere körperliche Fähigkeiten arbeitet. Gemeinschaftsrecht einer nationalen Regelung nicht erlauben, die eine Altersgrenze für die Rekrutierung von Polizeibeamten festgelegt werden kann locale.Così die Entscheidung vom 13. November 2014 zur Europäischen Gerichtshofs, wonach das Recht des Fürstentums Asturien, die eine Grenze setzt im Alter bis 30 Jahre als Maximum für die Rekrutierung von örtlichen Polizeibeamten ist es zu Recht zitiert Gegenteil dell'Unione.Il Grenze, in der Tat, 2000 wird ein Rahmen eine nicht gerechtfertigte discriminazione.La Richtlinie 2000/78 / EG vom 27. November steht allgemein für die Gleichbehandlung in Beschäftigung und Beruf, ausdrücklich verbietet, in Bezug auf Beschäftigung, Diskriminierung direkt oder indirekt 2000/78 sull'età.L'articolo 6 der Richtlinie begründet sieht vor, dass "Unbeschadet" Artikel 2 Absatz 2 können die Mitgliedstaaten vorsehen, dass Ungleichbehandlungen wegen des Alters keine Diskriminierung darstellen, wenn sie objektiv und angemessen und gerechtfertigt im Rahmen des nationalen Rechts durch ein legitimes Ziel, worunter insbesondere rechtmäßige Ziele der Politik der sind Beschäftigung, Arbeitsmarkt und berufliche Bildung, gerechtfertigt ist und die Mittel zur Erreichung dieses Ziels angemessen und erforderlich sind, hat das Gericht ".In der Entscheidung vom 13. November 2014, dass die oben genannte Gesetz von Asturien realisiert, ausdrücklich und eindeutig, eine altersgerechte Behandlung, dazu führt, daß für die gleichen Situationen, bestimmte Menschen, nur für die "einfache Tatsache", dass er erreicht und überschritten das Alter von 30 Jahren, wobei eine weniger günstige Behandlung als andere. Der Europäische Gerichtshof in der Entscheidung, dass, während der Erkenntnis, dass die Natur einiger Funktionen von örtlichen Polizeibeamten (wie den Schutz von Personen und Gütern) erfordert besondere körperliche Fitness, ist jedoch der Ansicht spricht, dass nichts beweist, dass physische Sonderwünsche Kapazität für die Ausübung dieser Arbeit sind unbedingt zu einer bestimmten Altersgruppe verbunden und es gibt keine, aber bei Menschen, die ein bestimmtes Alter (30 Jahre) bestanden haben .Partendo aus, dass die EU-Gericht davon ausgegangen, erklärte deshalb, dass es keine Grundlage ist, zu sagen, dass das legitime Ziel, die operative Leistungsfähigkeit und das ordnungsgemäße Funktionieren der lokalen Polizei, dass eine gewisse Altersstruktur innerhalb sie aufrecht zu erhalten erfordert durch die Einstellung von Arbeitnehmern mit weniger als 30 Jahren verhängt. Daraus folgt, dass die von der Asturien Altersgrenze eine unverhältnismäßige Anforderung ist. Das Gericht geht darüber hinaus darauf hingewiesen, dass die Agenten zu tragen haben, wie die Ausschreibung, die spezifische physikalische Beweise und der Richter, dass Beweise (und herausfordernd an sich Ausscheidungsrunde) können, wenn erstere eine "natürliche Selektion" von Menschen mehr falls ohne in Bezug auf den italienischen internen Verwaltungsrecht .Die erste Konsequenz "im Wettbewerb für die Einstellung in die Altersgrenze resort" haben, ist es, dass die Altersgrenzen durch interne Regelungen festgelegt in Nichtanwendung finden könnte Beton nicht nur im Lichte der EU-Verordnungen self-executing oder nicht, sondern auch Artikel 3, Absatz 6, von L.n ° 127 von 15/05/1997, dass auch im Hinblick auf die Grundsätze des Rechts U.E. und dell'art.51 der republikanischen Verfassung, während machen den Ausnahmen möglicherweise durch Vorschriften diktiert, hat das Fehlen von Altersgrenzen für die Teilnahme an Wettbewerben, die von p.a. organisiert etabliert Raffaele Mancuso, in einem anderen Artikel gefunden online (http://www.diritto.it/docs/32831-sui-limiti-di-et-nei-concorsi-pubblici), sagte: "kann daher nicht auf eine angewendet werden Wettbewerb, die Altersgrenze von 18 Jahren für den Zugang zum Arbeitsverhältnis Kunst fixiert. 3 Absatz 1, lett. b) D.M. 4. Juni 2001 n. 103, da diese Verordnung die Natur nicht zu regulieren, nicht durch das Verfahren des Artikels erlassen wurde. 17 des Gesetzes 400 von 1988, und es nicht einmal als eine Verordnung im Text eingestuft wird. Die EU in die Arbeitsgesetzgebung garantiert Mindestschutzniveaus aufgrund des Geschlechts, der Rasse, Religion, Alter, Behinderung und sexueller Orientierung zu jeder leben und arbeiten in der EU, Schutz gegen alle Formen der Diskriminierung gelten. Für das Prinzip der Gleichbehandlung steht das Fehlen eines unmittelbaren oder mittelbaren Diskriminierung aufgrund der Religion, der Weltanschauung, einer Behinderung, des Alters oder der sexuellen Ausrichtung bedeuten. Der Vertrag von Amsterdam, Artikel einzuführen. 13 auf den Vertrag zur Gründung der Europäischen Gemeinschaft hat der Verwaltungsrat die Befugnis erhalten Diskriminierung zu ergreifen, "geeignete Maßnahmen zur Bekämpfung der aufgrund des Geschlechts, der Rasse oder der ethnischen Herkunft, der Religion oder der Weltanschauung, einer Behinderung, des Alters oder der sexuellen Ausrichtung ". Schließlich hat die Charta der Grundrechte der Europäischen Union (Nizza, 2000) verankert ausdrücklich das Recht auf Gleichheit vor dem Gesetz (Art. 20) und das Verbot jeglicher Form von Diskriminierung, insbesondere aufgrund des Geschlechts, der Rasse, Hautfarbe oder der ethnischen oder sozialen Herkunft, der genetischen Merkmale, der Sprache, der Religion oder der Weltanschauung, der politischen oder sonstigen Anschauung, der Zugehörigkeit zu einer nationalen Minderheit, des Vermögens, der Geburt, Behinderung, des Alters oder der sexuellen Ausrichtung (Art. 21). Das Ziel der Richtlinie 2000/43 / EG ist die Beteiligung aller Menschen in der demokratischen Gesellschaft, unabhängig von Rasse oder der ethnischen Herkunft zu fördern, durch Maßnahmen, die den Grundsatz der Gleichbehandlung im Rahmen machen von Mitarbeiter oder selbstständige Tätigkeit, sowie in anderen Bereichen wie Bildung, Sozialschutz, soziale Sicherheit und Gesundheitsversorgung, Sozialleistungen, Zugang zu Gütern und Dienstleistungen und deren Lieferung. Die EU-Richtlinie 2000/43 / EG-KONZEPT DER DISKRIMINIERUNG (Artikel 2) heißt es: Es hat eine unmittelbare Diskriminierung, wenn eine Person weniger günstige Behandlung erfährt, als eine andere ist, hat oder erfahren würde in einer ähnlichen Situation behandelt werden, weil der Rasse oder der ethnischen Herkunft. Es hat eine mittelbare Diskriminierung, wenn Vorschriften, Kriterien oder Verfahren Personen, die einer Rasse oder der ethnischen Herkunft in besonderer Weise benachteiligen gegenüber anderen Personen setzen würde, wenn sie durch ein legitimes Ziel gerechtfertigt und die Mittel sind aus Erreichung dieses Ziels angemessen und erforderlich sind
Die gleiche Richtlinie UMFANG DER RICHTLINIE (ARTIKEL 3) heißt es: es für alle Menschen gilt (auch zugunsten von Drittländern) in den folgenden Bereichen: Beschäftigung; Berufsberatung und Ausbildung; Sozialschutz; Sozialleistungen; Bildung; Zugang zu Gütern und Dienstleistungen, einschließlich Wohnraum. ART. 5 positive Maßnahmen hiermit titriert: volle Gleichstellung in der Praxis zu gewährleisten, die Mitgliedstaaten spezifische Maßnahmen beibehalten oder einführen können, zu verhindern oder für Nachteile kompensieren Rasse oder der ethnischen Herkunft zu, setzt die Kunst. 7 sagen: Die Mitgliedstaaten treffen Maßnahmen, um sicherzustellen, dass die Opfer im Falle eines Verstoßes gegen den Grundsatz der Gleichbehandlung, das Recht auf Zugang zu Gerichts- und Verwaltungsverfahren. Die Grundsätze der Gleichbehandlung und Nichtdiskriminierung stehen im Mittelpunkt des europäischen Sozialmodells und sind ein Fundament der Grundrechte und individuelle Werte, die heute in der Europäischen Union untermauern. ". Nachdem das nun gesagt, dass im letzten ganz klaren Rechtsrahmen, im Gegensatz zu den rechtlichen und babylonisches Gewirr unseres Hauses, ein Spiegelbild ist ein Muss, wobei Wiederernennung für eine Änderung des politischen Regimes in Italien, zu sehen sofort, ob oder nicht Ausfall wieder, die vielleicht entscheiden, die Ergebnisse der Referenden noch mehr als die nächsten Kommunalwahlen ist es möglich, zu denken, dass die Entfernung bestimmter Grenzen oder Barrieren erleichtern Personalfluktuation und Mentalität auch in der italienischen öffentlichen Verwaltung nach zwei Jahrzehnten Berlusconi? Einfach ausgedrückt, kann als auch (http://gianfrancoferrari2013.blogspot.it/2013/07/listituto-storico-della-raccomandazione.html) aus den Einsichten und Reflexionen eines anderen unserer post abgeleitet werden, ist es denkbar, dass jeder neue öffentliche Wettbewerb können neue "backen" passen auch auf mehr oder weniger politischen oder unehrlich Kräfte basiert (für alle einen Fall jetzt bekannt die Nachrichten sehen: http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/05/09/news/vigili_concorso_truccato_quattro_indagati_per_falso-58379700/ ), Und dies ist auch die Verfahren noch an Ort und Stelle in den Selektionen durch, die ein angemessenes Niveau an Transparenz mangelt (man denke zum Beispiel, dass die schriftlichen Arbeiten in der auf alle online zugänglich platziert werden soll, um ein Vergleichssystem wirklich coram populo von zur Verfügung zu stellen öffentliche Beweise), die Kontrolle und wo die Lehrpläne in der Qualifikationsnachweise und Prüfungen, oder einfach nur für Schlagzeilen, sie können auch an einem Tisch auf der Grundlage von mehr als die eigentliche Arbeit Freundschaften und Kenntnisse und Erfahrungen auf dem Gebiet gebaut werden, müssen wir uns, ob dieser Zeit fragen kann, finden Zugang auch Personen, die systematisch diskriminiert in den letzten zwanzig oder dreißig Jahren gesehen haben, trotz der Verdienst und die Zufriedenheit der Anforderungen, und wenn diese Zeit die Regeln und Grundsätze des EU-Rechts Sie können sie zu kompensieren, vielleicht mit einem Arbeitsplatzende im Laufe des Jahres, für die vielen Ungerechtigkeiten und Enttäuschungen oder oft politischen Kriterien, die oft in den vergangenen Jahren durchgesetzt haben? Eine Art Menge ausgeschlossen, Ausgestoßene, Kinder von jemand oder von einem geringeren Gott drückte die Türen von Regierungsstellen und öffentliche Dienste? Sicherlich können wir nur sagen, dass die politischen und sozialen Folgen des Urteils der Zweiten Kammer des Gerichtshofs U.E. erscheinen noch mehr als seit Jahren bereits in den Verordnungen und Verträge, eine Art Kanonenschuss vorgesehen, die schließlich Deiche und soziale Barrieren bricht, weil es sich um eine konkrete Aktion, die nur allzu klar, dass es ein Prinzip stellt sicher, wenn noch war jeder Zweifel an der Vereinbarkeit oder das Überleben der regulatorischen Standards der verschiedenen Zeichen, und dass durch die Rechtsprechung tat, Recht in der Prävalenz der europäischen Vorschriften und Interpretationen die Rückforderung leben, um es auf einen beliebigen anderen Rest von Zweifel Marge Konform interne Herkunft. Und das vielleicht auch ein Vorspiel zu dem Aufkommen von realen und neuen leistungsbezogenen Kriterien für den Zugang für die Öffentlichkeit und auch für den Eintritt neuer criteriologie vielleicht Praktiken, wie sie darauf abzielen, die psychologische Gleichgewicht zu verbessern, Gerechtigkeit auch administrativ bewiesen (zB der Verlauf der bisherigen Karriere) und nicht nur Verbrecher (keine Überzeugungen, Gebühren anhängig, etc.), um die Beurteilung von schweren Arbeiten und gilt unabhängig von den Veröffentlichungen in einem Land, in dem die Verlagsbranche und die Medien waren und noch praktisch monopolisiert werden, usw., kurz gesagt, die Einführung der revolutionären Ära von Recht und Gesetz, den berühmten Ausdruck von Jules Michelet zu verwenden.  





domenica 28 febbraio 2016

DALLA PROSTITUZIONE SACRA ALLA PROSTITUZIONE COME SERVIZIO SOCIALE. VON DEN HEILIGEN PROSTITUTION BIS PROSTITUTION ALS SOZIALDIENST.

DALLA PROSTITUZIONE SACRA ALLA PROSTITUZIONE COME SERVIZIO SOCIALE
 Il principio di non discriminazione è un principio fondamentale del diritto europeo, sia come attuazione del principio di uguaglianza ai sensi dell’art.9 del Trattato fondativo dell’Unione, che,soprattutto, per l’art.10 del Trattato di funzionamento,T.F.U.E., che testualmente recita: “Nella definizione e nell’attuazione delle sue politiche e azioni, l’Unione mira a combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali,la disabilità,l’età o l’orientamento sessuale.”. In tale ottica e nell’ottica degli artt.2,3,13 e 16 della Costituzione italiana,rappresentando l’art.13 una sorta di equivalente storico dell’habeas corpus di origine anglosassone, il sottoscritto sostiene, sulla base anche delle riflessioni contenute in un noto testo di qualche anno fa: “Prostituzione e legge Merlin” di Pietro Beretta Anguissola, che, se non vi fosse l’art.5 del Codice Civile che, letteralmente recita a sua volta: “Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.”,o meglio l’interpretazione tradizionale, ormai antistorica, che si da di tale norma in relazione alla concezione del buon costume, che peraltro è, per sua natura, mutevole, si potrebbe arrivare a sostenere la sussistenza di una sorta di diritto a prostituirsi come scelta di libertà sessuale e professionale della persona o quantomeno a non essere discriminati e sanzionati per tale scelta nel contesto di una lettura attualizzata dei diritti civili costituzionalmente orientata e conforme al diritto U.E. Laddove il divieto di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale non comprende solo il discorso di non discriminare l’orientamento bisessuale,omosessuale,transessuale o transgender rispetto all’orientamento eterosessuale, ma anche l’idea che la prostituzione o la promiscuità, a livello sessuale, possa rappresentare, sia pure per una minoranza di persone, non una mera fonte di reddito o non solo,ma anche una questione dirimente di scelta di vita o di orientamento sessuale che, in quanto tale e anche in quanto minoranza, non può subire trattamenti discriminanti in una visione liberale e attualizzata del diritto. Sappiamo bene che la maggior parte delle persone che si prostituiscono lo fanno per necessità e non per divertimento o per orientamento sessuale,ma anche questa possibilità, per quanto marginale, deve essere presa in considerazione in campo giuridico, proprio per evitare di incorrere nella violazione del principio prevalente e fondamentale di non discriminazione, che il diritto U.E. ci impone ormai di considerare come un valore superiore e tale da consentire una lettura più vasta e, per certi versi, innovativa, dei principi costituzionali di uguaglianza ed habeas corpus. E tanto più se si considera che la stessa Legge Merlin,in materia di prostituzione, la Legge n°75/1958, reprime lo sfruttamento e il favoreggiamento o l’induzione alla prostituzione o l’adescamento, ma non anche la prostituzione in quanto tale, che potrebbe considerarsi ancora forse illecito civile nel nostro ordinamento italiano,per la contrarietà al buon costume nella tradizionale visione storica, ma non anche reato penale. Si parla di illecito civile,in sintesi, per il fatto che la prostituta, a fronte dell’art.5 del C.C. e del vieto brocardo: “Nemo auditur sua turpitudine alligans”, in relazione alla visione tradizionale del buon costume, non potrebbe sperare di veder tutelata in sede civile la sua pretesa al pagamento della prestazione con successo, consistendo la sanzione civile sostanzialmente nel rifiuto di tutela da parte dell’ordinamento giuridico,almeno sotto tal profilo.Per essere pratici e andare al nocciolo della questione, una visione attualizzata e conforme al diritto U.E. ci impone oggi di non discriminare o sanzionare chi si prostituisce per il semplice fatto che si prostituisce, che è penalmente indifferente e irrilevante, quanto piuttosto di sanzionare fenomeni deprecabili come la tratta di donne e minori a fini di sfruttamento sessuale e lo sfruttamento della prostituzione o maxime la costrizione a prostituirsi, che spesso viene praticata da vere e proprie organizzazioni criminali (http://www.stampoantimafioso.it/wp-content/uploads/2013/01/Sfruttamento-della-prostituzione-e-risposte-associative-nellItalia-del-Nord-Ovest..pdf , si veda la Direttiva 2011/36/U.E.), che arrivano a ridurre in schiavitù chi si prostituisce e a chiedere addirittura dei “riscatti” per consentire alla vittima una sorta di “affrancazione” dalla loro sfera di controllo. Alla luce di tale impostazione e della recente depenalizzazione attuata con Decreto legislativo n°8 del 15/01/2016, che impone anch’essa una nozione più moderna del concetto di buon costume in Italia,avendo depenalizzato il reato di cui all’art.528 C.P., col titolo pubblicazioni e spettacoli osceni, spesso usato in passato per censurare e reprimere la pornografia, nonostante il nostro art.529 C.P.,per l’epoca in cui era stato concepito, fornisse una concezione piuttosto flessibile del comune sentimento del pudore e non considerasse oscena, in linea di principio, l’opera d’arte o di scienza, e avendo altresì fatto rientrare nella depenalizzazione anche la fattispecie semplice di atti osceni, cioè l’art.527, primo comma, C.P., salvo che il fatto sia commesso nelle immediate vicinanze o all’interno di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano,possiamo ritenere che anche l’approccio preventivo e repressivo in materia di reati collegati al fenomeno della prostituzione debba subìre una profonda rivisitazione. Nel senso che si impone finalmente,a nostro avviso, un arginamento dell’uso strumentale della contravvenzione prevista ancora dall’art.5 dalla Legge Merlin come reato minore di adescamento e “invito al libertinaggio”, caratterizzata da una vaghezza e discrezionalità pressoché assolute e tale da rappresentare spesso, nella pratica,una sorta di norma penale in bianco, e la tendenza a contestare a chi vive o a chi si accompagna con chi si prostituisce determinate fattispecie, come fenomeno sanzionatorio “trasversale” o indiretto e tale da costituire esso stesso una forma micidiale di sanzione nei confronti della prostituzione,compreso l’utilizzo, specie in passato, del foglio di via, come pratica amministrativa collegata, creando emarginazione,vagabondaggio coatto e discriminazione sociale e istituzionale nei confronti di chi sceglie la via della prostituzione o utilizzando alcuni articoli del T.U.L.P.S.(vedi art.85) per reprimere il fenomeno del travestitismo, che invece corrisponde ad un modo di essere della persona secondo alcune sentenze delle più autorevoli Corti,compresa la nostra Corte di Cassazione ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/20/cambio-sesso-allanagrafe-per-la-cassazione-non-e-necessario-intervento-chirurgico/1890334/ ) . Appare chiaro che i concetti modernissimi di “integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro”, di cui parla la lettera h) dell’articolo 153 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea, e che pare non poter escludere anche proprio chi sia costretto a scegliere la prostituzione come fonte di reddito, non avendo avuto altre opportunità migliori o preferibili,indipendentemente dal fatto che si tratti di una scelta anche di orientamento sessuale o meno, ovvero il principio di “lotta contro l’esclusione sociale” contemplato alla lettera j) dello stesso articolo o infine il concetto di “modernizzazione dei sistemi di protezione sociale”della lettera K), complessivamente non sembrano consentire la possibilità di un sistema repressivo che si accanisca ulteriormente contro chi spesso già parte svantaggiato o “bastonato” dai fenomeni dell’emarginazione e dell’esclusione a livello sociale, specie laddove raccomandazioni, corruzione pubblica,mafie e accentramento degli incarichi pubblici nelle mani di pochi soggetti o poche famiglie rendano il contesto ancor più iniquo ed emarginante che in altri paesi d’Europa e ciò,magari, a fronte di doti personali,come quelle delle cortigiane del cinquecento, cui faceva riferimento il magistrato Pietro Beretta Anguissola nel suo testo,che spesso rivelano sensibilità o capacità intellettuali fuori dal comune e superiori a quelle del raccomandato di turno ben inserito tra conoscenze e impieghi pubblici o di prestigio. Pur essendo la Legge Merlin una normativa, la cui ratio complessiva non è quella di ravvisare nella prostituzione un servizio sociale o un mestiere come un altro e proponendosi anche l’intento ambizioso, per l’epoca in cui è stata concepita, di voler distogliere dalla strada quante persone vi siano indotte o costrette loro malgrado o esercitino tale attività contro le loro legittime aspirazioni, anche tale normativa va ormai reinterpretata alla luce del diritto U.E.,evitandone applicazioni sessuofobiche o distorte, cui purtroppo possono prestarsi fattispecie come il favoreggiamento o l’agevolazione, talora applicate persino a clienti o compagne di lavoro che si sono limitati a dare un passaggio alla prostituta o a riaccompagnarla sul posto di lavoro. In realtà la questione è persino più vecchia di quanto si pensi, in uno dei sei volumi della mia tesi di laurea, risalente al 1995, intitolato: “Uno sguardo sul mondo della prostituzione”, a pagina 1671 e seguenti si legge testualmente: “E’ comunque utile precisare che vi è un’impostazione nuova del problema, che ha trovato, peraltro, riferimento nella “Risoluzione sulla violenza contro le donne” approvata dal Parlamento europeo l’11/06/1986, che approda alla visione della prostituzione come una questione intimamente connessa alla libertà sessuale della persona,pertanto superando il tradizionale aut-aut fra regolamentazione e abolizionismo, questa impostazione, che ha trovato anche momenti di radicamento nella società civile e autorevoli pareri favorevoli di avvocati e magistrati, e che ha svolto un ruolo propositivo di riforma, arrivando a trasfondersi in progetti di legge, sostiene, in sintesi,che non si approderà mai ad una piena tutela della libertà sessuale individuale, fintantoché non si passerà da un’impostazione direttamente o indirettamente repressiva della prostituzione (che è poi, in pratica ghettizzazione e repressione di chi si prostituisce,cioè pur sempre di persone, di cittadini anche) ad una Carta dei diritti di chi si prostituisce che svolga anche in questo campo, come è già avvenuto in altri, la rivoluzione copernicana consistente nel partire dalla tutela della persona (anche con garanzia dello Stato o degli enti locali,vedasi la legislazione olandese tradizionalmente,aggiungo qui), per arrivare ad una soluzione giuridica ottimale,poiché è chiaro che, essendo i doveri il rovescio dei diritti,non si possono logicamente ed equamente esigere dei doveri,laddove non si riconoscano anche dei diritti.”, qui aggiungo per inciso di essere da sempre fortemente contrario anche alla tassazione della prostituzione,poiché non accetto l’idea di uno Stato che intenda lucrare su quello che, per molti versi, è un problema sociale, compresa l’emarginazione o la scarsa integrazione sociale che spesso è a monte della scelta prostitutiva e di cui lo Stato e gli enti pubblici, la politica, ecc. sono spesso la causa ed anche perché si tratta di aspetti così intimi della vita e della esplicazione della personalità da non poter formare oggetto di alcun interessamento o aspetto pubblicistico,compreso quello fiscale,se si vuole garantire alle persone un minimo di tutela della privacy. Tassare la prostituzione,per certi versi, è come pretendere,per certi versi, di lucrare su un problema che le istituzioni rischiano di incentivare,anziché consentire in molti casi,con politiche del lavoro decenti, di fare scelte più confacenti alle legittime aspirazioni di ciascuno di noi e, dall’altra parte,è come tassare l’aria che si respira o voler entrare nel privato delle alcove e delle camere da letto col bilancino e il tassametro del fisco! Comunque proseguendo con quanto già si constatava nel 1995: “E con ciò abbiamo spiegato perché la questione della prostituzione e dei reati connessi abbia trovato trattazione in questo lavoro, perché è chiaro che oltre ad avere di fronte reati consistenti nello sfruttamento e nella mercificazione della sessualità altrui, quali sono i reati previsti dall’attuale legislazione, che proprio per questo attentano al buon costume, non ci si possa esimere,ai nostri giorni, da un’osservazione che colga anche le profonde intersecazioni con il bene”, a mio avviso valore costituzionale prevalente anche in questo campo, “della libertà sessuale, il quale, se dovesse, in futuro, assumere peso prevalente anche in questa materia, come il processo di personalizzazione di tutta la questione fra sessualità e diritto penale lascia intendere,”,vedasi il passaggio dei reati di violenza sessuale da reati contro la pubblica moralità a reati contro la persona con la L.n°66/1996, (http://www.altalex.com/documents/altalexpedia/2014/01/31/violenza-sessuale ), “non potrà non comportare profondi mutamenti. Il clima in cui fu concepita la legge Merlin era d’altronde profondamente differente da quello attuale,in cui affiorano nostalgie per il regime della regolamentazione delle case chiuse (per motivi di controllo sanitario….) e istanze di riconoscimento dei diritti civili delle prostitute (come testimoniano le battaglie e il lavoro di sensibilizzazione svolto negli ultimi anni dal Comitato per i diritti civili delle prostitute,nato a Pordenone il 13/10/1982).”. In una tale ottica di superamento degli antichi steccati sociali derivanti dalla cultura dell’emarginazione di stampo medievale (vedasi i vestiti gialli con cui le prostitute dovevano agghindarsi nell’età di mezzo per consentirne il riconoscimento a vista e l’idea medievale del giallo come colore del male ovvero più diffusamente sulla cultura dell’emarginazione in quell’epoca, leggasi “L’Emarginato”,capitolo decimo di Bronislaw Geremek nell’ “Uomo medievale” a cura di Jacques Le Goff, edizioni Laterza) e in un contesto di progresso civile,culturale e sociale quale quello indicatoci sempre più dalle normative europee, si fa strada anche l’idea della prostituzione come servizio sociale e addirittura terapeutico, secondo alcune voci pure autorevoli della psicanalisi e del mondo scientifico ( si legge sempre nella nota 1 a pagina 1665 del mio lavoro accademico: “Già Freud con la sua teoria del coito liberatorio aveva dato il viatico all’idea che un rapporto sessuale ben riuscito potesse guarire da inibizioni e complessi e ciò la psicanalisi contemporanea,in particolare le teorie comportamentali,ha esteso anche ai rapporti di coppia e alle sue tensioni,più precisamente esso sarebbe la via per salvare se stessi e la propria relazione. Attualmente Helen Singer Kaplan descrive delle pratiche di terapia sessuale,evidentemente già diffusa oltre oceano,che prevederebbe la possibilità di utilizzare un partner sostituto a pagamento per seguire il programma terapeutico (ad esempio in assenza del partner o qundo il proprio partner non voglia partecipare al programma,ecc.),ovvero che prevedono la possibilità di rapporti di gruppo e persino del terapeuta “interattivo” con la coppia.Vedi “Nuove Terapìe sessuali” della Kaplan,pagg.234,235,244,283,284. Dice la nota sessuologa americana (pag.234): “Come regola generale, si accettano per il trattamento soltanto coppie. Tuttavia, se il paziente non ha un partner, o se il partner non è disponibile per il trattamento, Masters e Johnson e altri terapeuti hanno fornito al paziente un partner surrogato,un estraneo che,dietro la rimessa di un onorario,”,quello che in Italia potrebbe rappresentare favoreggiamento della prostituzione secondo la legge Merlin, “trascorre due settimane col paziente e partecipa alle mansioni sessuali prescritte.” ), laddove la prostituzione sia esercitata egosintonicamente come libera scelta consapevole e non come fenomeno patologico sociale o individuale e laddove comunque non si voglia negare quella che è una realtà irrefutabile, da Krafft-Ebing in poi, e cioè l’idea che il sesso possa essere ed anzi spesso sia qualcosa di diverso e non necessariamente associato con l’Amore o con vincoli indissolubili o peggio con finalità necessariamente riproduttive,come sembravano indicare vieti stereotipi o fraintendimenti religiosi. In tale ottica,e secondo l’insegnamento di Richard von Krafft-Ebing, sembrava essere molto più moderna e forse anche più vicina al vero,in termini metafisici, la concezione religiosa della Prostituzione sacra che avevano gli Antichi, i quali ravvisavano una possibilità di incontro transeunte col divino nel “coito sacro” praticato occasionalmente con le Hierodule o Hierodulos (serve o schiave d’amore,probabilmente doveva trattarsi per lo più di persone di estrazione servile addette al tempio o addette a quello specifico servizio) o le Sacerdotesse in servizio in alcuni templi pagani (ad esempio a Corinto,Strabone, Geografia, ottavo libro), talchè l’esperienza dell’orgasmo raggiunto con tali professioniste o dei sogni sopraggiunti dopo il coito,rimanendo a dormire nel tempio, avrebbe consentito un palesamento del Divino o come esperienza-gnosi o come messaggio profetico di derivazione oniromantica. Nella medesima ottica Krafft-Ebing sembra individuare il rapporto sessuale perfetto nell’incontro tra due persone che non si conoscono,perfetti estranei che subiscono un’attrazione e si incontrano forse per una sola volta o occasionalmente nella vita, e probabilmente non si rivedranno più dopo l’esperienza sessuale, poiché l’assenza di implicazioni sociali o anche sentimentali più profonde favorirebbe l’espressione dei desideri più reconditi a livello sessuale senza inibizioni e complessi e, nel contempo, la liberazione più assoluta da tensioni, preoccupazioni e desideri insoddisfatti. Difficile sottrarsi alla suggestione che,se vi sia un’esperienza mistico-religiosa davvero unica nella vita,paragonabile all’incontro con Dei travestiti da stranieri che passavano casualmente a chiedere ospitalità nella visione degli Antichi e dunque assimilabile alla casualità e straordinarietà dell’incontro con entità Aliene in grado di cambiarci la vita dopo il loro “passaggio-incontro”,questa è proprio l’esperienza erotica di cui stiamo parlando,un’esperienza transeunte anch’essa,come tutte le cose che attraversano la nostra esistenza, ma probabilmente più intensa delle altre forme di “contatto”, proprio per il suo carattere materialistico e per la traccia indelebile che lascia un orgasmo nei meandri più reconditi della nostra psiche,secondo la psicanalisi, o anche delle sensazioni che ci accompagnano per tutta la vita e che ci sono state lasciate da certi sogni o da certe esperienze o anche da certi riti e ambientazioni che fungono da cornice all’unico vero sacramento gnostico,poiché la vita stessa è un fenomeno transeunte e nulla è per sempre o,più semplicemente,come diceva Charles Baudeleire: “L’Amore è prostituzione!”.
". VON DEN HEILIGEN PROSTITUTION BIS PROSTITUTION ALS SOZIALDIENST Der Grundsatz der Nichtdiskriminierung ist ein Grundprinzip des europäischen Rechts, sowohl als Verwirklichung des Grundsatzes der Gleichheit unter Artikel 9 des Gründungsvertrags der Union, die sich vor allem auf Artikel 10 des Betriebs Vertrages AEUV , was wörtlich heißt es: "bei der Festlegung der Politik und die Maßnahmen der Umsetzung wird die Union aus Gründen des Geschlechts, der Rasse oder der ethnischen Herkunft, der Religion oder der Weltanschauung, einer Behinderung zur Bekämpfung von Diskriminierung abzielen," des Alters oder der sexuellen Ausrichtung. ". In diesem Zusammenhang und im Hinblick auf artt.2,3,13 und 16 der italienischen Verfassung, Artikel 13 die Art von historischen Äquivalent von Habeas-Corpus-angelsächsischer Herkunft darstellt, die unterzeichnenden Ansprüche auf der Grundlage auch der Reflexionen enthalten in einem bekannten Text von einigen Jahren: "Prostitution und das Gesetz Merlin" von Pietro Beretta Anguissola, dass, wenn es der Artikel 5 des BGB, was wiederum wörtlich lautet: "Akte der Disposition des eigenen Körpers sind verboten, wenn sie eine dauerhafte Verminderung der körperlichen Unversehrtheit oder anderweitig gegen das Gesetz, die öffentliche Ordnung oder die guten Sitten. ", oder vielmehr die traditionelle Interpretation, jetzt antihistorisch verursachen, von dieser Regel in Bezug auf die Konzeption der, dass Moral, die im Übrigen ist von Natur, wandelbar, könnten Sie erhalten die Existenz einer Art Gesetz in die Prostitution als eine Wahl der sexuellen und berufliche Freiheit der Person zu unterstützen oder zumindest nicht gegen und für die Wahl im Rahmen bestraft unterschieden werden von eine aktualisierte Lesen der Verfassungsbürgerrechte ausgerichtet und entsprechen EU-Recht Wenn das Verbot der Diskriminierung aufgrund der sexuellen Orientierung nicht nur die Sprache enthält nicht gegen die heterosexuelle Orientierung, homo Transsexuellen oder Transgendern als heterosexuelle Orientierung zu diskriminieren, sondern auch die Idee, dass die Prostitution oder Promiskuität, sexuell wenn auch nur könnte, darstellen, für eine Minderheit von Menschen, nicht eine bloße Einkommensquelle oder nicht nur, aber auch eine kritische Frage nach der Wahl des Lebens oder der sexuellen Ausrichtung, die als solche und auch als Minderheit, die Behandlung nicht durchlaufen kann in einer liberalen Vision und aktuellen Fassung des Gesetzes zu unterscheiden. Wir wissen, dass die meisten Menschen, die sich so aus der Not tun prostituieren und nicht zum Spaß oder der sexuellen Ausrichtung, aber auch diese Möglichkeit jedoch marginal, muss im juristischen Bereich in Betracht gezogen werden, nur für den Bruch ist zu vermeiden, weit verbreitet und Grundprinzip der Nichtdiskriminierung, das EU-Recht es erfordert jetzt als gehobener Ausstattung zu prüfen, und ein breiteres Lesen und in gewisser Weise, innovativ, die verfassungsrechtlichen Grundsätze der Gleichheit und habeas corpus zu ermöglichen. Und um so mehr, wenn man bedenkt, dass das gleiche Merlin Gesetz über die Prostitution, Gesetz Nr 75/1958, reprimiert Ausbeutung und Unterstützung oder zur Induktion von Prostitution oder Verführung, sondern auch die Prostitution als solche , die vielleicht sogar in unserem italienischen Deliktsrecht, für die Opposition für die Moral in der traditionellen historischen Sicht, sondern auch eine Straftat angesehen werden könnte. Es besteht aus unerlaubter Handlung, zusammenfassend die Tatsache reden, dass die Prostituierte, gegen Artikel 5 des BGB und das Verbot der Maxime: "Nemo auditur seine Schändlichkeit alligans", in Bezug auf die traditionelle Sicht der Moral, nicht hoffen konnte erfolgreich in Zivil ihr Anspruch auf den Nutzen Zahlung geschützt, um zu sehen, bestehend im wesentlichen die Zivilstrafe in der Verweigerung des Schutzes aus rechtlicher Sicht, zumindest in diesem profilo.Per praktisch und zum Kern der Sache, eine aktualisierte Übersicht im Einklang mit dem EU-Recht gehen sein erfordert, dass wir heute nicht Sexarbeiterinnen für die einfache Tatsache, dass eine Prostituierte, die kriminell gleichgültig ist und irrelevant, sondern verabscheuungswürdigen Phänomene zu sanktionieren wie dem Handel mit Frauen und Kindern zum Zwecke der sexuellen Ausbeutung und Prostitution zu diskriminieren oder zu bestrafen oder maxime Zwang zur Prostitution, die oft von tatsächlichen kriminellen Organisationen praktiziert wird (http://www.stampoantimafioso.it/wp-content/uploads/2013/01/Sfruttamento-della-prostituzione-e-risposte-associative-nellItalia-del-Nord-Ovest..pdf Siehe, der Richtlinie 2011/36 / U.E.), die kommen, diejenigen zu versklaven, die sich prostituieren und sogar "Erlösung" zu bitten, die Opfer eine Art "enfranchisement" durch ihre Sphäre der Kontrolle zu ermöglichen. Im Lichte dieses Ansatzes und der durch das Gesetzesdekret Nr 8 von 2016.01.15 umgesetzt letzten Entkriminalisierung, die auch eine modernere Vorstellung des Konzepts der Moral in Italien verhängt, nachdem die Straftat nach Artikel entkriminalisiert. 528 CP, mit der Veröffentlichung Titel und obszöne Shows, die oft in der Vergangenheit verwendet Pornographie zu zensieren und zu unterdrücken, trotz unserer art.529 CP, für die Zeit, in der es konzipiert wurde, würde ein ziemlich flexibles Konzept des gemeinsamen Sinn für Anstand liefern und die Arbeit der Kunst oder der Wissenschaft, nicht obszön betrachten, grundsätzlich und auch selbst die einfachen Fall von Exhibitionismus, dh die ART.527 ersten Absatz, CP, es sei denn, die Tatsache in die Entkriminalisierung genommen zu haben es ist in der Regel von Minderjährigen in der unmittelbaren Umgebung oder an Orten begangen, und wenn damit die Gefahr frequentiert, dass sie helfen wird, können wir davon ausgehen, dass die präventiven und repressiven Ansatz für Verbrechen zur Prostitution im Zusammenhang gründlich sein sollte Neubetrachtung. In dem Sinne, dass aus unserer Sicht eine instrumentale Verwendung des Dammes geplant entgegen schließlich erlegt, noch Art.5 vom Merlin Gesetz noch als Ordnungswidrigkeit Grundierung und "Einladung zur Ausschweifung", durch eine fast absolute Unbestimmtheit und Diskretion und wie oft sein, in der Praxis eine Art krimineller Vorschriften in weiß, und die Tendenz, diejenigen, die leben oder wird begleitet von Prostituierten speziellen Fällen, wie zum Beispiel "fächerübergreifende Phänomen" oder indirekt, und bilden selbst herauszufordern ein tödliche Form von Sanktion gegen die Prostitution, die Nutzung einschließlich, vor allem in der Vergangenheit, die Ausweisungsverfügung, wie damit verbundene Verwaltungspraxis, die Schaffung Ausgrenzung, Zwangs Landstreicherei und soziale und institutionelle Diskriminierung gegen diejenigen, die den Weg der Prostitution oder mit einem gewissen wählen nach einigen Urteilen der einflussreichsten Gerichte Artikel von TULPS (siehe Art.85) auf das Phänomen der Transvestitismus zu knacken, was einer Art und Weise entspricht, statt der Person zu sein, einschließlich unserer Supreme Court ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/20/cambio-sesso-allanagrafe-per-la-cassazione-non-e-necessario-intervento-chirurgico/1890334/ ). Es scheint klar, dass die modernen Konzepte der "Integration von Menschen aus dem Arbeitsmarkt ausgeschlossen", in dem Buchstaben h) genannten Artikel 153 des Vertrags über die Europäische Union funktioniert, und das scheint nicht einmal auszuschließen, die er gezwungen ist, Prostitution als Einnahmequelle wählen, nicht gehabt zu haben andere bevorzugte oder beste Chancen, unabhängig davon, ob es auch eine Wahl der sexuellen Orientierung oder nicht, oder das Prinzip der "Bekämpfung der sozialen Ausgrenzung" bezeichnet in Unterabsatz j) davon oder schließlich das Konzept der "Modernisierung des Sozialschutzes" der Buchstaben K-Systeme), insgesamt scheinen nicht die Möglichkeit eines repressiven Systems zu ermöglichen, die weiter gegen die accanisca, die oft bereits Teil der benachteiligten oder "geschlagen" durch die Phänomene der Marginalisierung und Ausgrenzung in der Gesellschaft, insbesondere dort, wo Empfehlungen, die öffentliche Korruption, Mafia und Zentralisierung öffentlicher Ämter in den Händen einiger weniger Menschen oder ein paar Familien die Umwelt machen noch ungerechter und entfremdende als in anderen Ländern Europas und dies ist vielleicht zu gegen persönliche Eigenschaften, wie jene der Kurtisanen von fünf Kindern, wurde er zum Richter Pietro Beretta Anguissola in seinem Text bezieht, die oft sensiblen oder intellektuellen Fähigkeiten aus der gewöhnlichen und höher als die empfohlene gut platzierten runden zwischen Wissen und staatliche Beschäftigung zeigen, Prestige. Obwohl die Merlin Gesetz Gesetzgebung, Gesamtverhältnis, dessen nicht Prostitution einen sozialen Dienst oder einen Job wie jeder andere und auch ein ehrgeiziges Ziel vorschlägt, zu erkennen, für die Zeit, in der es konzipiert wurde, soll von ablenken Straße, wie viele Menschen dort induziert werden oder gegen ihren Willen gezwungen oder in dieser Tätigkeit, um ihre legitimen Bestrebungen beschäftigt, auch müssen, dass die Gesetzgebung jetzt im Lichte des EU-Rechts neu interpretiert, die Verhütung von sessuofobiche oder Anwendungen verzerrt, was leider Fall als Unterstützung oder Erleichterung verleihen manchmal angewandt auch an Kunden oder Kollegen, die Sie begrenzt sind über einen Aufzug zu der Prostituierten zu geben oder sie wieder bei der Arbeit begleiten. In der Tat ist die Frage noch älter, als Sie denken, in einem der sechs Bände meiner Diplomarbeit, die bis 1995 zurückgeht, mit dem Titel: "Ein Blick auf die Welt der Prostitution", im Jahre 1671 und die folgende Seite lautet wörtlich: "Und 'immer noch nützlich, darauf hinzuweisen, dass es einen neuen Ansatz für das Problem, fand er jedoch die Referenz in der "Resolution zur Gewalt gegen Frauen", die vom Europäischen Parlament am 1986.11.06, die den Blick auf die Prostitution als Ansätze Frage eng mit der sexuellen Freiheit der Person im Zusammenhang, so dass die traditionelle Überwindung entweder-oder zwischen den Regulierungsbehörden und Abolitionisten, ist diese Einstellung, die auch Momente der Verwurzelung in der Zivilgesellschaft und maßgebliche positive Stellungnahmen von Anwälten und Richtern gefunden, und hat eine aktive Rolle gespielt Reform, kommen in Rechnungen, Forderungen, zusammenfassend transfuse, dass Sie überhaupt nicht zu einem vollständigen Schutz der individuellen sexuellen Freiheit kommen wird, solange Sie auf eine Einstellung direkt oder indirekt Unterdrückung der Prostitution (die Ebene nicht wissen, ist, in Praxis Segregation und Unterdrückung von Prostituierten, die immer noch von Menschen, der Bürger auch) zu einer Charta der Rechte von Prostituierten, die auch in diesem Bereich wirkt, wie schon in den anderen geschehen ist, die die kopernikanische Revolution ist zum Schutz von die Person (auch mit staatlichen Garantien oder lokalen Behörden, finden sie in der niederländischen Gesetzgebung traditionell, füge ich hier), bei einer optimalen rechtlichen Lösung zu finden, da es klar ist, dass, da die Aufgaben der Rückseite der Rechte, kann es nicht logisch und gerecht anspruchsvolle Aufgaben, wo man nicht einmal die Rechte anerkennen. ", hier füge ich durch die Art und Weise haben sie immer auch auf die Besteuerung von Prostitution stark dagegen, da sie die für das, was in vielerlei Hinsicht zu erheben möchte, nicht auf die Idee eines Staates annehmen, es ist ein soziales Problem, einschließlich der Ausgrenzung oder fehlende soziale Integration, die von prostituiert Wahl oft stromaufwärts ist und dass der Staat und öffentliche Einrichtungen, Politik etc. sind oft die Ursache und auch, weil es so intime Aspekte des Lebens und die Erklärung der Persönlichkeit, dass es nicht sein kann Gegenstand einer Beteiligung oder journalistische Aspekt, einschließlich der Steuer ist, wenn man die Leute zu garantieren ein Minimum an Privatsphäre wünschen. Die Besteuerung von Prostitution, in gewisser Weise ist es wie der Versuch, in gewisser Weise, um Geld auf ein Problem zu machen, die die Organe sind wahrscheinlich zu fördern, statt zuzulassen, dass in vielen Fällen mit den menschenwürdige Arbeit Politik, besser geeignet für die von legitimen Bestrebungen jeder machen uns und auf der anderen Seite ist es die Luft wie die Besteuerung Sie die privaten Nischen und Räume mit der Schleuder, und das Messgerät des IRS zu geben atmen oder wollen! Noch weiter mit dem, was wir im Jahr 1995 bereits festgestellt: "Und mit dem, was wir erklärt, warum das Thema der Prostitution und damit verbundenen Straftaten Behandlung in dieser Arbeit gefunden haben, weil es klar ist, dass zusätzlich zu erheblichen Straftaten in der Ausbeutung und Verdinglichung der Sexualität konfrontiert zu haben andere, was sind die Verbrechen, die von den geltenden Rechtsvorschriften vorgesehen, die für diese Moral gefährden, können wir nicht frei sein, in unserer Zeit, eine Bemerkung, die auch die tiefen Schnitte mit gut ", meiner Ansicht nach wert erfasst Verfassungs auch in diesem Bereich weit verbreitet, "sexuelle Freiheit, die, wenn sie in dieser Angelegenheit übernehmen sollte, schon sagt, auf erhebliches Gewicht in der Zukunft, wie der Prozess der das ganze Thema der Sexualität und Strafrecht Anpassen" finden sie in der Passage von Verbrechen sexueller Gewalt als Verbrechen gegen die öffentliche Moral Verbrechen gegen Personen mit Ln ° 66/1996, (http://www.altalex.com/documents/altalexpedia/2014/01/31/violenza-sessuale) , "kann nicht in grundlegenden Veränderungen führen scheitern. Das Klima, in dem das Gesetz von Merlin konzipiert war in der Tat zutiefst verschieden von der aktuellen, mit Aufschlüssen von Nostalgie für das Regime der Regulierung von Bordellen (für Sanitärkontrollgründen ....) und die Anerkennung von Instanzen von Prostituierten Bürgerrechte ( in den letzten Jahren für die Bürgerrechte von Prostituierten durch den Ausschuss erfolgt durch die Kämpfe und die aufsuchende Arbeit belegt, geboren in Pordenone auf 13/10/1982). ". In einem solchen Blick aus dem Ausschluss der Kultur mittelalterlichen Form entstehen, die alten sozialen Barrieren zu überwinden (siehe gelbe Kleidung, mit der Prostituierten hatte in der Mitte zu verkleiden, um die Erkennung auf Sicht und die mittelalterliche Vorstellung von der Farbe erlauben Gelb als verletzt oder größere Länge auf der Marginalisierung Kultur zu dieser Zeit lesen "The Outcast", das zehnte Kapitel von Bronislaw Geremek in ' "mittelalterlichen Man" von Jacques Le Goff, Laterza Ausgaben) und in einem Kontext des sozialen Fortschritts , kulturellen und sozialen wie die indicatoci zunehmend von europäischen Normen, macht seinen Weg auch die Idee der Prostitution als sozialer Dienst und sogar therapeutische, nach einigen angesehenen Stimmen der Psychoanalyse und der wissenschaftlichen (mehr in der Anmerkung 1 auf Seite gelesen 1665 meiner wissenschaftlichen Arbeit: "schon mit seiner Theorie der befreienden Umgang Freud hatte sich von Hemmungen und Komplexe gegeben Ermutigung für die Idee, dass ein erfolgreicher Geschlechtsverkehr heilen könnte und was die moderne Psychoanalyse, insbesondere die Verhaltenstheorien, erweitert auch die Beziehungen von Paaren und ihren Spannungen, genauer gesagt wäre es die Möglichkeit, sich selbst und ihre Beziehung zu retten. Derzeit beschreibt Helen Singer Kaplan die Sexualtherapie Praxis offenbar bereits in Übersee verbreitet, die die Möglichkeit bieten würde, einen bezahlten Ersatzpartner zu verwenden, das Behandlungsprogramm (zum Beispiel in Abwesenheit des Partners oder qundo Ihr Partner will nicht zu folgen in dem Programm teilnehmen , etc.), oder dass die Möglichkeit der Gruppenbeziehungen und sogar den Therapeuten "interaktiv" mit der coppia.Vedi "New Sexualtherapie" von Kaplan, pagg.234,235,244,283,284 bieten. Er sagt, dass die amerikanische sexologist Note (Seite 234): "In der Regel stimmen Sie nur Paare zu behandeln. Allerdings, wenn der Patient keinen Partner hat, oder wenn der Partner nicht verfügbar für die Behandlung ist, Masters und Johnson und andere Therapeuten, den Patienten mit einem Surrogat-Partner zur Verfügung gestellt, ein Fremder, der hinter dem Schuppen eines Honorars, "was in Italien sein könnte Beihilfe und Prostitution unter dem Gesetz Merlin Anstiftung, die "zwei Wochen lang mit dem Patienten und in vorgeschriebenen sexuellen Aufgaben beteiligen."), in denen die Prostitution egosintonicamente als freie bewusste Wahl ausgeübt wird und nicht als soziale pathologische Erscheinung oder Individuum, und wo in jedem Fall nicht Sie wollen leugnen, was eine unwiderlegbare Tatsache ist, als Krafft-Ebing auf, nämlich die Idee, dass Sex und oft sein kann, ist in der Tat etwas anderes und nicht unbedingt mit Liebe oder mit unauflöslichen Anleihen oder schlechter für Zwecke im Zusammenhang reproduktive notwendigerweise, wie sie verbietet religiöse Vorurteile oder Missverständnisse zu zeigen schien. In diesem Zusammenhang und nach der Lehre von Richard von Krafft-Ebing, schien viel moderner und vielleicht näher an der Wahrheit zu sein, in metaphysischen Begriffen, die religiöse Auffassung der heiligen Prostitution, die die Alten hatten, denen sie eine Chance erkannt vorübergehende Begegnung mit dem göttlichen in der "heiligen Koitus" gelegentlich mit Hierodule oder Hierodulos praktiziert (Servieren oder Sklaven der Liebe, hatte wohl meist von Menschen servile Extraktion zu sein, den Tempel Bemannung oder in diesem speziellen Dienst beteiligt ist) oder Priesterin im Dienst in einigen heidnischen Tempel (zum Beispiel in Korinth, Strabo, Geographie, achte Buch), so dass die Erfahrung des Orgasmus mit solchen professionellen oder erreicht haben, erschien Träume nach dem Koitus, in den Tempel zu schlafen bleiben, ein palesamento Göttlichen erlaubt hätte, oder wie die Erfahrung Diagnose oder als eine prophetische Botschaft oniromantica Ableitung. Krafft-Ebing im gleichen Geist die perfekte sexuelle Begegnung in der Begegnung zwischen zwei Menschen zu finden scheint, die nicht wissen, wildfremde Menschen, die eine Attraktion zu unterziehen, und Sie können für eine Zeit oder gelegentlich im Leben gerecht zu werden, und Sie werden wahrscheinlich nicht wieder sehen, nachdem die sexuelle Erfahrung, weil das Fehlen von tieferen sozialen oder emotionalen Implikationen würde den Ausdruck der innersten Wünsche sexuell ungehemmt und komplex und zugleich die absolute Befreiung von Spannungen, Sorgen und unerfüllte Wünsche begünstigen. Schwierig, die Anregung zu vermeiden, dass, wenn es wirklich einzigartige mystisch-religiöse Erfahrung im Leben, vergleichbar mit dem Treffen mit den Göttern als Fremde verkleidet durch Zufall vorbei für Schutz in der Vision der Uralten und damit vergleichbar mit der Zufälligkeit und außergewöhnliche Begegnung zu fragen, mit Alien Einheit, die unser Leben nach dem "Schritt-Meeting" ändern können, das ist genau das erotische Erlebnis wir reden, eine Erfahrung, die auch vergänglich ist, wie alle Dinge, die unsere Existenz überqueren, aber wahrscheinlich mehr intensiver als andere Formen der "Kontakt", wegen seiner materialistischen und der unauslöschliche Spuren, die einen Orgasmus in den tiefsten Tiefen unserer Psyche lässt, nach der Psychoanalyse, oder auch die Gefühle, die uns während des gesamten Lebens begleiten und dass es Sie wurden von gewissen Träumen oder bestimmte Erfahrungen verlassen oder sogar durch bestimmte Riten und Einstellungen, die als Rahmen zu dem einen wahren Gnostiker Sakrament dienen,weil das Leben selbst ein vorübergehendes Phänomen und nichts ist für immer oder, einfacher, in den Worten von Charles Baudelaire: "Die Liebe ist die Prostitution!".

venerdì 26 febbraio 2016

LA MORTE DI UMBERTO ECO,SEMIOLOGO,MEDIEVALISTA E AMBASCIATORE DELLA CULTURA, PONTE DI COLLEGAMENTO TRA ITALIA E GERMANIA.DER TOD VON UMBERTO ECO, SEMIOLOGIST, MEDIEVALIST UND BOTSCHAFTER DER KULTUR, BRüCKE UND VERBINDUNG ZWISCHEN ITALIEN UND DEUTSCHLAND.

LA MORTE DI UMBERTO ECO,SEMIOLOGO,MEDIEVALISTA E AMBASCIATORE DELLA CULTURA, PONTE DI COLLEGAMENTO TRA ITALIA E GERMANIA. Il 19 febbraio ci ha lasciati il grande intellettuale e scrittore Umberto Eco,scrittore, saggista, semiologo,medievalista e ponte culturale con la Germania che lo considerava come una sorta di ambasciatore tra le culture dei due paesi. Al di là di alcuni suoi best sellers molto conosciuti a livello mondiale come “Il Nome della Rosa”, trasposto sugli schermi cinematografici dal regista francese Jean Jeacques Annaud, o “Il pendolo di Foucault”, viaggio che attraversa anche il mondo sotterraneo iniziatico-massonico e, da ultimo, “Il cimitero di Praga”,che rivela piste e particolari inediti sul processo di unificazione italiana, deve ritenersi non meno importante la sua letteratura saggistica,che ha fatto scuola non solo negli ambienti accademici e che rivela l’humus culturale in cui maturavano alcuni suoi capolavori editoriali con ampio successo presso il pubblico più vasto. Qualsiasi studente universitario alle prese con la sua tesi di laurea o qualsiasi scrittore agli esordi, ad esempio, potrà trovare prezioso quello che in realtà è un discorso sul metodo incentrato su consigli pratici,mi riferisco al suo lavoro: “Come si fa una tesi di laurea”,attualmente edito da Bompiani,con cui risulta pubblicato anche il suo insuperato lavoro sul medioevo: “Scritti sul pensiero medievale”. In quest’ultimo volume,che può paragonarsi al terreno di riflessioni e intuizioni in cui matura il grande successo de “Il Nome della Rosa”,cui è legata la più ampia consacrazione di fama mondiale del semiologo,possono reperirsi alcuni dei risultati più interessanti del suo lavoro di analisi e ricerca storica,filosofica e semantica,dalle riflessioni sul ruolo di Alberto Magno, ponte medievale anch’egli tra Italia e Germania, alle analisi del senso estetico e del ruolo dei colori nel pensiero dell’età di mezzo, alle analisi sul metodo di Porfirio,i bestiarii e le etimologie di Isidoro, in cui si possono ravvisare le origini della enciclopedistica moderna,fino alle visioni apocalittiche del Beato di Liebana e ai primi studi scientifici di ottica degli Arabi o al ruolo rivoluzionario che Eco attribuiva alla riscoperta umanistica del Corpus Hermeticum e alla filosofia del cambiamento in cui individuava uno dei momenti più significativi del passaggio culturale per gradi dal medioevo al rinascimento. In sintesi potremmo dire che Umberto Eco ha rappresentato per noi in Italia, e forse in parte anche per i Tedeschi, che lo stimavano immensamente, quello che lo storico medievale Jacques Le Goff ha rappresentato per la Francia. Ciò che forse distingueva Eco da Le Goff e finiva per avvicinarlo, per certi versi, più all’altro grande storico francese Georges Duby, è il fatto che Eco, più ancora che negli affreschi storici, eccelleva nella capacità di risolvere quesiti storici e filosofici insoluti o apparentemente insolubili, forte della sua capacità di interpretare “i segni”, compresi quelli del linguaggio. Duby,da storico puro, è rimasto insuperato nel far affiorare aspetti sociali e del privato medievale e antico attraverso la ricostruzione da piccoli particolari,mentre Umberto Eco attraverso la sua investigazione sui “segni e le allegorie” dei tempi, compresa la nostra società contemporanea, eccelleva nell’intuire le svolte epocali di pensiero e di costume. In questo senso possiamo tranquillamente parlare di senso investigativo storico o di investigatori intellettuali prestati alla storia, alla filosofia,alla letteratura, con metodo semiologico più ancora che filologico e semantico,nel caso di Eco, rappresentando la filologia il metodo d’approccio più tradizionale. E, in questo senso, Eco mostrava di avere un’impostazione di pensiero indissolubilmente legata alla visione allegorica medievale, ma anche sorprendentemente moderna e rivoluzionaria nel metodo, se si considera che questa nostra società contemporanea del marketing e del mercato pubblicitario, ha riscoperto il sistema della sintesi e della comunicazione immediata “per segni” e palinsesti,più ancora che l’indagine filologica o la comunicazione oratoria o retorica. Si potrebbe quasi tentare oggi, in questo nostro “Nuovo Medioevo” di parlare di crisi della retorica o peggio dell’oratoria stessa persino in politica, tanto che alcuni parlano di linguaggio assertivo da parte dei nostri politici e parlamentari, piuttosto che di linguaggio argomentativo o della capacità di convincere e illustrare attraverso il linguaggio, doti appartenenti sempre più al passato,come se il consenso fosse dato quasi per scontato e la sovranità popolare sempre più,obiettivamente, in declino. Anche in questo Umberto Eco era stato un profeta, non senza accenni di pessimismo che, a volte, traspaiono già nell’altro suo saggio “Apocalittici e integrati”, che ha finito per segnare una linea di demarcazione delle categorie di pensiero e di comprensione dell’approccio politico e culturale fin dal 1964,data della sua prima edizione. Una grande perdita dunque,non solo per l’Italia, ma anche per la Germania che, molto più di noi, incentra da sempre la riflessione storica sull’età di mezzo. Ci mancheranno le sue capacità di analisi e sintesi che gli permettevano di scorgere, prima e più di altri, i “segni dei tempi” e le linee di tendenza, quello che i Tedeschi chiamano Zeitgeist! Con la recente scomparsa, lo scorso anno, del grande Jacques Le Goff e la perdita recente di Umberto Eco ci rendiamo conto di essere rimasti sempre più dei nani in grado di vedere un po’ più lontano solo perché seduti sulle spalle di giganti , per usare una sua frase celebre che lui riferiva alla grandezza degli antichi rispetto agli autori medievali o meglio a come nel medioevo ci si rapportava alla grandezza del pensiero antico. DER TOD VON UMBERTO ECO, SEMIOLOGIST, MEDIEVALIST UND BOTSCHAFTER DER KULTUR, BRüCKE UND VERBINDUNG ZWISCHEN ITALIEN UND DEUTSCHLAND. 19. Februar hat uns die große intellektuelle und Schriftsteller Umberto Eco, Autor, Essayist, semiotician, Mediävisten und kulturelle Brücke mit Deutschland, die ihn als eine Art Botschafter zwischen den Kulturen der beiden Länder. Darüber hinaus einige seiner meistverkauften weltweit bekannt als "Der Name der Rose", umgesetzt auf Kinoleinwände von Französisch Regisseur Jean Jeacques Annaud oder "Das Foucaultsche Pendel", die auch Reise durch die Unterwelt Initiations freimaurerischen und zuletzt ", das Prager Friedhof", die neue Details zu den Pisten und der italienischen Einigungsprozesses zeigt, muss nicht zuletzt ihre Sachliteratur betrachtet werden, die eine folgende, nicht nur in akademischen Kreisen gewonnen und zeigt den kulturellen Hintergrund wo gereift sie einige seiner Meisterwerke mit großen Verlags Erfolg mit der breiten Öffentlichkeit. Jeder Student College kämpft mit seiner Diplomarbeit oder einem Schriftsteller zu Beginn zum Beispiel finden wertvoll, als es wirklich ein Diskurs über die Methode ist auf praktische Ratschläge konzentriert, ich beziehe mich auf seine Arbeit: "Wie funktioniert eine These Grad ", die derzeit von Bompiani veröffentlicht, die auch seine unübertroffene Arbeit auf dem Mittelalter veröffentlicht:". Schriften über das mittelalterliche Denken " In diesem Band, die in das Land der Reflexionen und Erkenntnisse den großen Erfolg ", wo der Name der Rose reifen" verglichen werden können, die gegenüber der Welt berühmt Weihe der semiotician verknüpft ist, können einige der interessantesten Ergebnisse der reperirsi seine Arbeit der Analyse und der historischen Forschung, philosophischen und semantischen, von den Reflexionen über die Rolle von Albert der Große, mittelalterliche Brücke auch zwischen Italien und Deutschland, zur Analyse des ästhetischen Sinn und die Farbe des Mittelteils im Denken, Analyse auf Porfirio Methode, Bestiarius und die Etymologien des Isidor, wo man die Ursprünge der modernen enciclopedistica erkennen kann, auf die apokalyptischen Visionen von Beatus von Liebana und den ersten optischen wissenschaftlichen Studien der Araber oder die revolutionäre Rolle, die Eco zur Wiederentdeckung zugeschrieben Humanist des Corpus Hermeticum und die Philosophie des Wandels identifiziert, in denen einer der wichtigsten Momente des kulturellen Übergangs in Stufen vom Mittelalter bis zur Renaissance. wir konnten Zusammenfassend sagen, dass Umberto Eco hat sich für uns in Italien vertreten, und vielleicht teilweise auf die Deutschen, die ungeheuer geschätzt, was der Historiker Jacques Le Goff mittelalterlichen für Frankreich entfielen. Was vielleicht aufstrebenden Eco Le Goff und lief es in gewisser Weise näher zu bringen, mehr zu den anderen großen Französisch Historiker Georges Duby, ist die Tatsache, dass Eco, mehr noch als in den historischen Fresken, in der Fähigkeit, historischen und philosophischen Fragen zu lösen brillierte ungelöst oder scheinbar unlösbaren, dank seiner Fähigkeit, die "Zeichen", einschließlich Sprache zu interpretieren. Duby, aus rein historisch, blieb unübertroffen in den sozialen Aspekten und bringen die mittelalterlichen und antiken Privat durch die Rekonstruktion von kleinen Details, während Umberto Eco durch seine Untersuchung "Zeichen, und die Interpretation" der Zeit, einschließlich unserer heutigen Gesellschaft, er brillierte nell'intuire die großen Wendepunkte des Denkens und Lifestyle. In diesem Sinne können wir sicher von Untersuchungs historischen Sinn sprechen oder geistigen Ermittler zur Verfügung gestellt, die Geschichte, Philosophie, Literatur, mit semiotische Methode noch mehr als philologisch und semantische, im Falle von Eco, was Philologie den eher traditionellen Ansatz Methode. Und in diesem Sinne, Eco eine Einstellung des Denkens untrennbar mit der mittelalterlichen allegorischen Vision verknüpft haben gezeigt, sondern auch überraschend modern und revolutionär in dem Verfahren, wenn man bedenkt, dass unsere heutige Gesellschaft für Marketing und Werbemarkt, hat das System neu entdeckt Synthese und unmittelbare Kommunikation "für" Zeichen und Zeitpläne, noch mehr als die philologische Untersuchung oder Sprachkommunikation und Rhetorik. Man könnte fast heute tastete, in unserem "New Mittelalter" über die Krise der Rhetorik oder schlechter Oratorium gleichen, auch in der Politik zu reden, so sehr, dass einige sprechen von durchsetzungs Sprache unserer Politiker und Parlamentarier, anstatt argumentative Sprache oder die Fähigkeit, Fähigkeiten, die durch Sprache gehören zu überzeugen und zeigen immer mehr der Vergangenheit an, als ob die Zustimmung fast selbstverständlich und Volkssouveränität mehr objektiv im Niedergang gegeben wurde. Wieder war Umberto Eco ein Prophet, die manchmal nicht ohne Hauch von Pessimismus transpirieren bereits einen anderen Aufsatz "Apocalyptic und integriert", die eine Trennlinie in den Kategorien des Denkens und des Verständnisses zu markieren der gekommen ist, "kulturellen und politischen Ansatz seit 1964, das Datum der ersten Veranstaltung. Daher ist ein großer Verlust, nicht nur für Italien, sondern auch für Deutschland, dass viel mehr als uns, konzentriert sich immer historische Reflexion über das Alter des Weges. Wir werden seine Fähigkeiten der Analyse und Synthese vermissen, die ihm ermöglicht, um zu sehen, vor und mehr als andere, die "Zeichen der Zeit" und die Trends, was die Deutschen den Zeitgeist nennen! Mit der kürzlich erfolgten Verabschiedung, im vergangenen Jahr, der große Jacques Le Goff und der jüngste Verlust von Umberto Eco erkennen wir, dass sie mehr geworden sind und mehr von den Zwergen der Lage, ein wenig "sehen weiter weg nur auf den Schultern von Riesen, da sitzen, zu verwenden, seinen berühmten Satz, dass er auf die Größe des antiken als mittelalterlichen Autoren oder besser als im Mittelalter bezog es vergleicht die Größe des antiken Denkens.