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martedì 20 novembre 2018

COME FRONTEGGIARE TRUFFE E MOLESTIE DA PARTE DELLE COMPAGNIE TELEFONICHE. WIE MAN GERADE BILDSCHIRME UND FREIHEITEN DURCH DIE TELEFONUNTERNEHMEN VORDERN


COME FRONTEGGIARE TRUFFE E MOLESTIE DA PARTE DELLE COMPAGNIE TELEFONICHE

Con la mia collega Paola Ciciotti ci occupiamo in questo articolo di un argomento che sta diventando sempre più di attualità nel repertorio degli studi legali e dell’autodifesa civile dei consumatori e relative associazioni ed è quello delle truffe e molestie telefoniche da parte delle compagnie che si occupano di telefonia fissa e mobile e dei loro brokers. Se da una parte, infatti, l’Unione Europea, quando viene interpellata su questo argomento, risponde direttamente anche agli utenti che lo strumento principale di tutela predisposto dalle normative europee è la liberalizzazione del mercato, sia per la telefonia che per internet (ADSL,ecc.), indicando quindi implicitamente che lo strumento principe di autotutela da ogni disservizio o pratica vessatoria consiste nella possibilità di cambiare gestore, non di meno tale rimedio potrebbe comunque richiedere il ricorso a strumenti di tutela o autotutela legale in qualche caso più complesso, senza tralasciare i particolari spesso altrettanto spiacevoli delle richieste di penali (cifre in addebito) da parte di alcune compagnie in caso di recesso anticipato dal contratto rispetto al termine di durata concordato o addirittura della richiesta di cambiamento del numero telefonico che, in alcuni casi, potrebbe essere richiesto o proposto dalle stesse compagnie telefoniche con tutti gli inconvenienti, soprattutto per l’avviamento commerciale e i rapporti interpersonali. Da qualche anno a questa parte si registra, peraltro, un preoccupante incremento delle pratiche di stalking telefonico e anche con altri sistemi di pressione nei confronti dell’utenza, sotto forma di proposte pubblicitarie continue, nonché di disservizi e pratiche vessatorie (ad esempio migrazioni e variazioni contrattuali e tariffarie non richieste, discriminazioni tariffarie, ecc.) in uno scenario da far west in cui, nonostante l’entrata in vigore del cosiddetto Codice del consumo (Decreto legislativo n°206 del 6/09/2005) e della decantata “class action” come strumento del repertorio giudiziario (sempre più virtuale e poco accessibile e poi spiegheremo perché a nostro modesto avviso), gli utenti si trovano a fronteggiare certi fenomeni con margini di tutela, di fatto, sempre più ridotti. Anche questo settore, come molti altri del vissuto quotidiano italico, in un contesto di imbarbarimento e impoverimento complessivo (compagnie telefoniche in difficoltà economiche, prospettive di esubero di personale, brocheraggio improvvisato o affidato a call center anche all’estero e a gente improvvisata o non qualificata,ecc.),si avvia così sempre più a passare dal civile al penale ed è proprio in quest’ultimo settore che, da penalisti, ravvisiamo, in concreto, qualche possibile strumento di residua tutela, pur dovendo partire sempre dal presupposto che, in Italia, paese del principio costituzionale dell’obbligatorietà dell’azione penale (art.112 Cost.), il livello delle archiviazioni sovrasta ormai di gran lunga quello dei rinvii a giudizio o strumenti equipollenti e che la magistratura inquirente, in qualche caso, non manca di iscrivere a modello 45 (fatti non costituenti reato), notitiae criminis con tanto di denuncequerele redatte con tutti i crismi e con la nomina di Avvocati difensori, espressa menzione dell’art.408 C.P.P. e soprattutto con la precisa contestazione di ipotesi di reato, quando l’istituto del modello 45 era nato per cestinare scritti anonimi, esposti di carattere amministrativo o altro privi in tutto di rilievo penale o da cui fosse possibile escludere, a priori, con certezza, tale rilievo, ecc., rischiando di trasformare anche questo istituto in strumento deflattivo del contenzioso, sulla base del solo arbitrio del P.M. che archivia senza passare nemmeno per il vaglio della possibile opposizione della persona offesa e della camera di consiglio o controllo avanti al G.I.P. e spesso senza nemmeno mandare notifiche al difensore della persona offesa pure nominato in atti! Potremo dilungarci sul contrasto di certi fenomeni col basilare principio costituzionale del contraddittorio e del giusto processo o procedimento (art.111 Cost.) che vale non solo in ambito civile e penale, ma financo in ambito di semplici procedimenti amministrativi, al cui rango taluni vorrebbero pure degradare i procedimenti trattati e rubricati a modello 45 dalle Procure della Repubblica. Eppure il ginepraio civilistico presenta scenari e sbarramenti ancor meno rassicuranti. Accanto al repertorio degli istituti della mediaconciliazione e della negoziazione assistita concepiti sempre come strumenti deflattivi del contenzioso per non disturbare i signori magistrati la cui cattedra appare sempre meno accessibile in un sistema giuridico in cui, del pari, l’art.24 della Costituzione recita altrettanto inequivocabilmente: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”, sussiste in questa specifica materia l’obbligo del tentativo di conciliazione avanti al Co.re.com, organismo regionale (Comitati regionali per le comunicazioni), per poter adire il giudice civile. Tale obbligo, in barba alla Costituzione italiana, deriverebbe in via ermeneutica dalla legge istitutiva dell’Agcom, o più specificamente, da un semplice Regolamento di tale Autorità di controllo in materia di telecomunicazioni, precisamente il Regolamento in materia di procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, approvato con delibera n. 173/07/CONS. Testo consolidato con le modifiche apportate con delibera n. 597/11/CONS, delibera n. 479/09/CONS, delibera n. 95/08/CONS e delibera n. 502/08/CONS. Nato quindi per il discorso delle ADSL utenze internet ha poi, di fatto, finito per estendersi anche agli strumenti di telefonia fissa, cui le reti ADSL, in genere, sono collegate anche contrattualmente e, col relativo sviluppo di internet su cellulari e simili si è poi esteso, di fatto, anche a questi ultimi, costruendo una sorta di “giurisdizione privilegiata” (privilegia ne irroganto valeva persino per il diritto costituzionale romano evidentemente più evoluto e rispettato del nostro) o “forca caudina” per cui deve passare l’utente danneggiato, truffato, molestato o vessato per poter approdare al tavolo del giudice civile, in caso di verbale attestante esito negativo del tentativo di conciliazione. Per la precisione l’utente potrebbe rivolgersi al giudice civile anche prima della celebrazione dell’ “udienza” di conciliazione avanti al Corecom, tecnicamente se siano trascorsi almeno 30 giorni dalla presentazione dell'istanza di conciliazione presso il Corecom e l’udienza non sia stata ancora fissata o non si sia riusciti a concludere la procedura, in cui sono, di fatto, possibili rinvii, ad esempio su richiesta congiunta delle parti. L’unico vantaggio è che avanti al Corecom sussiste la possibilità dell’autodifesa, cioè non è necessario presentarsi con l’assistenza o mandare un Avvocato con delega, anche se questa rimane una possibilità. Ma come per ogni pratica avanti alla burocrazia italiana anche in questo caso non abbiamo mancato di notare “stranezze e anomalie” che finiscono per complicare e sbarrare l’iter anziché semplificare. L’Avv.Ferrari, in un caso, ha potuto notare che il Corecom, diversamente dai principi generali del procedimento amministrativo, L.241/90, cui pure la procedura deve intendersi soggetta soprattutto in materia di aziende che gestiscono un pubblico servizio, anziché attivarsi sulla base della semplice, p.e.c., istanza di tentativo di conciliazione,ecc., cosa che ridurrebbe tempi e semplificherebbe il procedimento in ottemperanza anche al Dlgs. n°82/2005 e alle normative amministrative oggi numerose, anche di derivazione europea, in materia di semplificazione, legalità e trasparenza, consentendo così anche il cosiddetto “accesso civico generalizzato”, finisce, invece, per pretendere, di fatto, la compilazione di propri appositi formulari o addirittura a scindere le singole tematiche o istanze relative a plurimi oggetti di doglianza contro la medesima compagnia o gestore telefonico, anziché incentivare la riunione delle istanze, il principio di connessione ed economia procedimentale che consentirebbe di risolvere più questioni connesse magari con una sola “udienza”, ecc. Insomma, come per la mediaconciliazione forense in cui a Roma sussiste una sorta di divieto di rilascio dei verbali delle udienze di mediaconciliazione prima dell’esito definitivo, in contrasto coi più elementari principi di trasparenza amministrativa e anche di del diritto di difesa, ad esempio quando si debba documentare parallelamente l’esito della mediaconciliazione nel corso di una parallela indagine preliminare penale, ne deriva il quadro non solo di una sorta di sbarramenti e giurisdizioni privilegiate, ad esempio per le banche le procedure arbitrali, per le assicurazioni, con la riforma del relativo codice, la procedura che impone di chiedere il risarcimento alla propria compagnia anziché a quella di controparte con l’Rcauto, la differenziazione tra procedure di ricorso o citazione tra Giudice di Pace e tribunale civile a seconda dell’entità-percentuale presunta o richiesta del danno biologico, l’obbligo preventivo di accertamento tecnico preventivo, come procedura separata rispetto alla causa civile ordinaria, per poter introdurre azioni in materia di responsabilità sanitaria, che vedono anch’esse, molto spesso, interessate e sul banco dei convenuti le assicurazioni, ecc. , ma ancor più tale ginepraio di riti speciali e giurisdizioni privilegiate o forche caudine preventive, per non parlare di percorso ad ostacoli irto di insidie e trabocchetti, inammissibilità, improcedibilità e rischi di responsabilità professionali anche per gli Avvocati, che sta creando tutta una schiera di “soggetti ipergarantiti a rito speciale” rispetto ai comuni cittadini che invece vengono citati in giudizio o fatti oggetto di ingiunzioni senza troppi complimenti e sbarramenti, risulta ulteriormente complicato da “normative di settore” eversive rispetto ai principi generali in materia di procedimento amministrativo o del contraddittorio processuale, normative le cui fonti, in genere, non derivano nemmeno più dalla Costituzione o dalla legge, ma dalle delibere e atti regolamentari interni, circolari comprese, in un sistema ormai non dissimile a quello delle grida seicentesche o degli usi civici di matrice medievale, in cui ogni coerenza logica del sistema, gerarchia delle fonti e certezza del diritto viene meno, in aperto contrasto con la giurisprudenza della Corte di Giustizia U.E. (sentenza 21 giugno 1988, Commissione c. Italia, in causa 257/86) e sulla base dei dettami o pareri del presidente dell’organismo di mediazione forense o del presidente di turno del Corecom che, di fatto, nella pratica quotidiana, possono finire per condizionare gli operatori anche più delle sentenze di Cassazione o della stessa Corte di Giustizia U.E. che, invece, continuerebbe ad invocare coerenza di sistema, semplificazione e certezza del diritto. In sintesi appare evidente che la stessa varietà di competenze e procedure (l’arbitro ad hoc per le banche, l’organismo regionale ad hoc per compagnie telefoniche e internet, ecc., la procedura ad hoc per i sinistri Rcauto fino ad una certa entità di danno biologico o il rito peritale preventivo per poter introdurre una causa di responsabilità sanitaria,ecc.) e gli sbarramenti incostituzionali al libero accesso alla giurisdizione finiscono di per sé, presso l’utenza e gli operatori, per esser causa di incertezza, sfiducia  e confusione. Per questo motivo consigliamo anche noi di azionare la procedura avanti al Corecom in caso di contenzioso con i gestori telefonici e internet, ma anche di considerare che la denuncia o querela penale possono essere presentate senza passare nemmeno per il Corecom e che, a nostro modesto avviso, sia sempre più spesso necessario tutelarsi da almeno tre forme di condotte, da parte di brokers e compagnìe telefoniche, quando queste assumano i contorni intollerabili di rilievo penale, come sempre più spesso accade. Quali sono questi tre tipi di comportamenti o reati che vengono all’esame sempre più spesso presso lo studio del penalista? E’ presto detto: art.640 del Codice penale (truffa, in particolare nella fattispecie della truffa contrattuale e soprattutto dell’aliud pro alio, ad esempio: contratto come operatore o broker di una compagnia telefonica un servizio di telefonia o ADSL su rete fissa in una zona in cui il servizio di quella specifica compagnìa non arriva, ad esempio per motivi logistico-strutturali e magari comincio a fatturare e chiedere soldi al cliente o prelevare dal suo conto con la domiciliazione bancaria, mentre in realtà il povero malcapitato, oltre a non avere alcun servizio, si vedrà privato in banca delle cifre relative all’importo delle fatture per prestazioni inesistenti e qui andrà anche valutato eventualmente il concorso del reato di false fatturazioni, quando ve ne siano gli estremi, poiché è evidente che è colui che propone il contratto e si propone come gestore, sostanzialmente, a dover conoscere preventivamente, se la rete della sua compagnia riesca a coprire o meno anche quella zona,ecc. A nostro avviso, in casi come questi, molto più ricorrenti di quanto si possa comunemente pensare, è improprio invocare la colpa al posto del dolo come elemento psicologico scriminante e il danno criminale e civile è ancor più grave se l’utente è un’attività commerciale o professionale o se riusciva a fruire dei servizi da parte di un altro gestore precedentemente al cambio del contratto, magari ottenuto dal broker della nuova compagnia telefonando tutti i giorni insistentemente presso l’utente per propagandare chimeriche migliorie col passaggio alla sua compagnia o sgravi tariffari o altro, per servizi poi, di fatto, non erogati, il momento consumativo della truffa potrebbe individuarsi all’atto del pagamento per servizi non erogati o peggio all’atto del prelievo in banca sul conto del cliente in caso di domiciliazione bancaria delle fatture, infatti chi propone un servizio di questo genere deve almeno essere in grado di conoscere la copertura di rete del gestore e la possibilità o meno di erogare il servizio, astenendosi poi dal fatturare, richiedere pagamenti o effettuare, prelievi, se il servizio non è stato in concreto erogato). Per questo il primo consiglio pratico da dare a chi si sia imbattuto in storie simili è quello di affrettarsi a dismettere la domiciliazione bancaria o di far pervenire in banca una formale diffida ad effettuare qualsivoglia pagamento nei confronti delle compagnie che, di fatto, non abbiano erogato il servizio, possibilmente via p.e.c. o raccomandata a.r., meglio ancora se tramite legale,inviando tempestiva disdetta o esercizio del diritto di ripensamento contrattuale, quest’ultimo per i contratti conclusi “fuori dai locali commerciali” (cioè quando non siete andati voi a cercare quel particolare gestore nelle sue sedi o punti vendita) e da esercitarsi entro i 14 giorni lavorativi (termine originariamente di 10 allungato a 14 a seguito di direttiva europea). Altra fattispecie ricorrente è quella dell’art.660 C.P. (molestie telefoniche o anche a domicilio). Soprattutto le persone anziane o più sprovvedute o anche quelle più garbate vengono non di rado “prese d’assalto”, anche con cadenza quotidiana, da compagnie e operatori più vari che cercano di effettuare un vero e proprio assedio fino alla capitolazione della firma del modulo contrattuale o addirittura effettuando la migrazione o cambio con un’intervista telefonica registrata, tanto che in questo paese, ci si consenta una battuta, si è arrivati al punto che si deve stare pure attenti a rispondere “si?”, persino come interrogativo per rispondere al telefono (https://www.laleggepertutti.it/181014_truffa-telefonica-del-si-come-difendersi ). Spesso l’intervista telefonica è tutt’altro che chiara ed esaustiva in termini informativi sui punti chiave della proposta contrattuale che, a nostro modesto avviso, dovrebbe sempre essere inoltrata preventivamente via mail o pec all’utente, ad esempio in formato pdf, per dargli la possibilità di esaminarla con congruo anticipo, prima di aderire anche oralmente ad essa e non ex post. Ma anche su questo punto alcuni broker o compagnie telefoniche, imparando dalle agenzie immobiliari, hanno cominciato a praticare il gioco dell’ inversione dei ruoli pure sui modulari, tanto che, a volte, sembra il promissario utente a farsi proponente, per il tenore delle clausole, che non viceversa. D’altronde in questo settore la realtà è sempre più “virtuale” in tutti i sensi, come se il virtuale per definizione debba vivere di “regole tutte sue proprie” che poco hanno a che fare con la realtà o con le regole comuni, altra leggenda quotidiana che sentiamo decantare tutti i giorni, ad esempio, in materia di social networks. In realtà parlerei, piuttosto, in alcuni casi, come per quelle clausole con cui ci si riservano addirittura ben tre giorni lavorativi senza indennizzi per la controparte in caso di guasto o inadempimento del servizio, di abuso di posizione dominante e quando si superano addirittura tali termini riteniamo che dovrebbero essere stabilite delle penali contrattuali in termini di erogazione gratuita del servizio all’utente danneggiato o, meglio ancora, l’obbligatorietà concorrente da parte dell’Agcom di comminare sanzioni economiche a carico delle compagnie, oltre alle riparazioni indennitarie nei confronti dell’utenza. Ma, come abbiamo indicato dall’inizio, si tratta di “contratti di massa” in cui tradizionalmente, e soprattutto in un paese come l’Italia, accanto all’assenza di strumenti processuali e contrattuali idonei di tutela dell’utente, la discrepanza delle posizioni contrattuali sembra essere, a volte, così sbilanciata a favore dei gestori da non apparire nemmeno più, per certi versi, come contratti sinallagmatici o a prestazioni corrispettive e questo aspetto, nei fatti, riteniamo debba intendersi peggiorato, anziché migliorato, negli ultimi anni. In molti casi, comunque, una denuncia penale per molestie telefoniche, quando la cadenza delle chiamate possa divenire sospetta o ossessiva, può fungere da schermo preventivo e magari salvarci da qualche brutta avventura, anche perché, in genere, l’eccessiva insistenza è spesso un campanello d’allarme. Unico effetto collaterale è che l’utenza telefonica potrebbe esser messa sotto controllo (intercettazioni o tabulati) dalla magistratura penale, cosa che non è propriamente consigliabile solo se avete qualcosa da nascondere. La terza fattispecie nella pratica, almeno per quella che è la nostra esperienza, sembra essere contestata più di rado, ma che, invece, sembra predisposta dal Codice penale per tutelare al meglio l’utenza, è quella dell’art. 340 del Codice penale (interruzione di pubblico servizio o di servizio di pubblica necessità). In sintesi trattasi di un reato di dolo generico, per la cui contestazione quindi sarebbe sufficiente la cosiddetta coscienza e volontà di interrompere il servizio per un periodo di tempo anche breve, non necessariamente lungo, purchè giuridicamente rilevante (sul punto si veda pag.141 del Compendio di diritto penale, parte speciale, a cura di Alessandro Trinci e Sara Farini, Dike editore,2016). Come per l’omissione o ritardo d’atti d’ufficio la prova di tale elemento soggettivo del reato, come discrimine tra colpa non penalmente rilevante e dolo penalmente rilevante, potrebbe essere agevolmente “costruita” anche a livello documentale, specie se l’interruzione del servizio si protragga nel tempo o si presenti in maniera ricorrente, potendo, al di là della prova testimoniale che torna sempre utile in penale (ad esempio farsi chiamare da persone, compresa la P.G., che poi potranno testimoniare e verificare anche con sopralluogo che quella utenza era inattiva), utilizzare l’istituto della messa in mora,dei solleciti e delle richieste danni, oltre agli stessi ricorsi al Corecom con richieste di ripristino urgente del servizio inviando il tutto sempre via p.e.c. o con raccomandate a.r. o utilizzando anche il fax, consigliando, soprattutto in quest’ultimo caso, di spedirlo più volte. Appare chiaro, oltre ogni ragionevole dubbio, che internet e più ancora la telefonia oggi possano rappresentare, in molte situazioni, veri e propri servizi di pubblica necessità più ancora che generici servizi pubblici, ci limiteremo a pensare alla necessità dell’uso del telefono per chiamare un intervento sanitario o di pubblica sicurezza ovvero all’uso di internet come strumento per cui passano i pagamenti della clientela ormai per una buona parte degli esercizi commerciali e professionali. Per comodità ci sembra giusto richiamare qui il contenuto della norma incriminatrice, formalmente contestata in denunciaquerela in un caso trattato e rubricata a modello 45 con relativa archiviazione senza alcuna notifica: “art.340 C.P. Interruzione di un ufficio  o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità. Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino ad un anno. I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni.”, il reato ovviamente non richiede la struttura associativa o concorsuale per la sua commissione, pur prevedendo un aggravante, per capi, promotori, ecc,, nell’ultimo comma, qualora tale fattispecie sia realizzata da più persone con ruoli diversi. Questa norma che dovrebbe garantire la massima funzionalità di certi servizi, se applicata in modo sistematico, pare invece destinata a rimanere sullo sfondo o come una sorta di ingombrante cappotto invernale chiuso in un armadio, quasi che vi sia una certa riluttanza a riconoscere a certi gestori o operatori e alle attività da loro contrattate in materia di telefonia e internet  la qualità di “servizio pubblico o di pubblica necessità”, al pari di quanto si verifica per banche e assicurazioni per i cui impiegati, stranamente, si tende sempre più a trattarli uti privati, piuttosto che come incaricati di pubblico servizio o di servizio di pubblica necessità ex artt.358 e 359 C.P. Così, a fronte di un garantismo penale sempre più marcato, in cui spesso l’unico deterrente si riduce all’intervento iniziale della polizia giudiziaria, in alcuni casi fortunati, più che nel rinvio a giudizio e simili, si assiste ad una complicazione dello scenario civilistico che, nei fatti, finisce per edificare posizioni dominanti incontrollate e privilegiate rispetto alle garanzie riconosciute ai comuni cittadini che si vedono subito arrivare ingiunzioni o disattivazioni della linea al primo ritardo di pagamento talvolta anche incolpevole.
Avv.ti Gianfranco Ferrari e Paola Ciciotti





WIE MAN GERADE BILDSCHIRME UND FREUNDE VON DEN TELEFONUNTERNEHMEN VORDERN

Ein Thema, das im Repertoire von Anwaltskanzleien und der zivilen Selbstverteidigung von Verbrauchern und verwandten Verbänden immer aktueller wird, sind Betrug und Telefonbelästigung durch Unternehmen, die sich mit Festnetz- und Mobiltelefonie sowie deren Maklern befassen. Einerseits, wenn die Europäische Union zu diesem Thema befragt wird, antwortet sie direkt auf die Nutzer, dass das wichtigste Schutzinstrument der europäischen Regelungen die Liberalisierung des Marktes ist, sowohl für die Telefonie als auch für das Internet (ADSL, usw.), was implizit darauf hinweist, dass das Hauptinstrument des Selbstschutzes vor Missbrauchs- oder Belästigungspraktiken in der Möglichkeit besteht, Manager zu wechseln, jedoch könnte dieses Mittel in jedem Fall den Einsatz von Schutzinstrumenten oder rechtliche Selbstverteidigung erfordern, ohne dass dies erforderlich ist die oft gleichermaßen unglücklichen Angaben zu Strafanträgen (Belastungszahlen) einiger Unternehmen im Falle einer vorzeitigen Kündigung des Vertrages in Bezug auf die vereinbarte Laufzeit oder sogar die Forderung nach einer Änderung der Telefonnummer, die in einigen Fällen der Fall sein könnte, weglassen beantragt oder vorgeschlagen von denselben Telefongesellschaften mit allen Unannehmlichkeiten Institutionen, insbesondere für den geschäftlichen Goodwill und die zwischenmenschlichen Beziehungen. Seit einigen Jahren gibt es einen besorgniserregenden Anstieg der Telefonpirateriepraktiken sowie anderer Drucksysteme gegenüber den Nutzern in Form fortlaufender Werbevorschläge sowie Missbrauchs- und Belästigungspraktiken (z. B. Migrationen) unvorhergesehene Vertrags- und Tarifänderungen, Tarifdiskriminierungen usw.) in einem weiten westlichen Szenario, in dem trotz des Inkrafttretens des sogenannten Verbrauchergesetzes (gesetzesvertretendes Dekret Nr. 206 vom 6/09/2005) und der dekantierten Person " "class action" als Werkzeug des juristischen Repertoires (mehr und mehr virtuell und nicht zugänglich und dann erklären, warum unserer bescheidenen Meinung nach), sind die Benutzer mit bestimmten Phänomenen mit Schutzspannen konfrontiert, die in der Tat immer geringer werden. Auch dieser Sektor, wie viele andere des italienischen Alltags, in einem Kontext von Barbarisierung und allgemeiner Verarmung (Telefongesellschaften in wirtschaftlichen Schwierigkeiten, Aussichten auf Entlassungen, improvisiertes Brocheraggio oder Call Center im Ausland sowie improvisierte oder ungelernte Menschen) Englisch: eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUri...0362: EN: HTML Daher beginnt sich der Übergang von Zivil - zu Strafverfahren immer mehr zu ändern, und gerade in diesem Bereich sehen wir als Strafverteidiger in der Praxis einige mögliche Instrumente des Restschutzes, obwohl wir immer davon ausgehen müssen, dass Italien, Land des Verfassungsgrundsatzes der obligatorischen Verfolgung (Artikel 112 der Verfassung), überwiegt bei weitem das Niveau der archiviazioni der Überweisungen zu Gerichtsverfahren oder gleichwertigen Ausrüstungen und wird von der Untersuchungsbehörde in einigen Fällen nicht übersehen Um sich in Modell 45 (Tatsachen, die keine Straftat darstellen) einzuschreiben, notitiae criminis mit vielen Beschwerden, die mit allen Kriterien und mit der Ernennung zusammengestellt wurden von Strafverteidigern, ausdrückliche Erwähnung der Art. 408 C.P.P. und vor allem mit der genauen Ablehnung von Kriminalitätshypothesen, als das Institut des Modells 45 geboren wurde, um anonyme Schriften, Beleidigungen administrativer oder sonstiger Art zu verwerfen, die völlig frei von Straftaten waren oder von denen a priori mit Sicherheit ausgeschlossen werden konnte, Eine solche Erleichterung usw. kann dazu führen, dass diese Einrichtung zu einem deflationären Rechtsinstrument wird dass die Akten nicht einmal die Prüfung des möglichen Widerspruchs des Verletzten und der Ratskammer oder Kontrolle vor dem G.I.P. und oft sogar ohne Mitteilungen an den Verteidiger der beleidigten Person, die auch in Tat ernannt wurde! Wir können auf den Gegensatz bestimmter Phänomene mit dem grundlegenden verfassungsrechtlichen Prinzip des kontradiktorischen und des richtigen Verfahrens oder Verfahrens verweisen (Art.111 Const.). Dies gilt nicht nur in Zivil- und Strafsachen, sondern auch im Zusammenhang mit einfachen Verwaltungsverfahren, auf deren Rang man möchte Die Verfahren, die von den Staatsanwaltschaften nach Modell 45 behandelt und modelliert werden, werden ebenfalls herabgesetzt. Der zivilistische Wacholder hat jedoch noch weniger beruhigende Szenarien und Barrieren. Neben dem Repertoire der Medienabstimmungs- und Verhandlungsunterstützungsinstitute, die stets als deflationäre Rechtsinstrumente gedacht waren, um die Amtsrichter nicht zu stören, deren Professur in einem juristischen System, in dem Artikel 24 der Verfassung rezitiert, immer weniger zugänglich erscheint unmissverständlich: "Jeder kann rechtliche Schritte zum Schutz seiner legitimen Rechte und Interessen einleiten", die Verpflichtung des Versöhnungsversuchs vor der Co.re.com, (Regionalorganisation Kommunikationsbehörden), um ein Zivilgericht anrufen zu können. Diese Verpflichtung ergibt sich trotz der italienischen Verfassung hermeneutisch aus dem Gesetz zur Gründung der Agcom oder insbesondere aus einer einfachen Verordnung dieser Aufsichtsbehörde im Bereich der Telekommunikation, nämlich der Verordnung über das Verfahren zur Streitbeilegung Betreiber und Benutzer der elektronischen Kommunikation, die mit der Resolution Nr. 173/07 / Kons. Konsolidierter Text mit den mit Entschließung Nr. 597/11 / CONS, Entschließung Nr. 479/09 / CONS, Entschließung Nr. 95/08 / CONS und Entschließung Nr. 502/08 / Kons. Die damals für den Diskurs von ADSL geborenen Internetbenutzer sind dann tatsächlich auch auf Festnetztelefoniegeräte ausgedehnt worden, an die ADSL-Netze im Allgemeinen auch vertraglich angeschlossen sind und mit der relativen Entwicklung des Internets auf Mobiltelefonen und dergleichen dann sogar auf das letztere ausgeweitet und eine Art "privilegierter Rechtsprechung" (das Privileg Irroganto wurde sogar auf das römische Verfassungsrecht angewandt, das offensichtlich weiterentwickelt und respektiert wurde als das unsere) oder "Fork Caudina", für die der Benutzer bestehen muss beschädigt, betrogen, belästigt oder belästigt werden, um am Tisch des Zivilrichters zu erscheinen, im Falle eines Berichts, der das negative Ergebnis des Versöhnungsversuchs angibt. Genauer gesagt, der Benutzer könnte sich bereits vor der Feier der Schlichtungsverhandlung vor dem Corecom an das Zivilgericht wenden, wenn technisch mindestens 30 Tage vergangen sind, seit die Einreichung des Schlichtungsersuchens beim Corecom erfolgt ist und die Anhörung nicht stattgefunden hat noch fest, oder das Verfahren konnte nicht abgeschlossen werden, bei dem es tatsächlich zu Verschiebungen kommen kann, beispielsweise auf gemeinsamen Antrag der Parteien. Der einzige Vorteil ist, dass vor dem Corecom die Möglichkeit der Selbstverteidigung besteht, dh es ist nicht notwendig, sich mit der Hilfe zu präsentieren oder einen Anwalt mit einem Bevollmächtigten zu entsenden, selbst wenn dies eine Möglichkeit bleibt. Aber wie bei jeder Praxis vor der italienischen Bürokratie haben wir auch in diesem Fall "Merkwürdigkeiten und Anomalien" nicht übersehen, die den Prozess eher komplizieren und blockieren als vereinfachen. In einem Fall wies Avv.Ferrari darauf hin, dass Corecom im Gegensatz zu den allgemeinen Grundsätzen des Verwaltungsverfahrens (L.241 / 90), für die das Verfahren auch als Unternehmen zu verstehen sei, insbesondere einem Unternehmen unterstellt sei, das einen öffentlichen Dienst betreibe Handlungen auf der Grundlage der einfachen, pec-, Schlichtungsersuchen usw., die den Zeitaufwand reduzieren und das Verfahren in Übereinstimmung mit der gesetzesvertretenden Verordnung vereinfachen würden. Nr. 82/2005 und heute zahlreiche Verwaltungsvorschriften, auch europäische Ableitungen, in Sachen Vereinfachung, Rechtmäßigkeit und Transparenz, wodurch auch der sogenannte "generalisierte staatsbürgerliche Zugang" ermöglicht wird, statt dessen die Erhebung von richtige Formulare oder sogar die einzelnen Probleme oder Fälle, die sich auf mehrere Beschwerdepunkte beziehen, gegen dasselbe Unternehmen oder den gleichen Telefonbetreiber zu trennen, anstatt das Zusammentreffen der Anträge zu fördern, das Prinzip der Verbindung und der Verfahrensökonomie, das mehrere Probleme lösen würde, die möglicherweise mit einem Problem zusammenhängen nur "hören" usw. Kurz gesagt, was die forensische Vermittlung angeht, bei der es in Rom eine Art Verbot gibt, das Protokoll der Anhörungen der Medienkonferenz vor dem endgültigen Ergebnis abzugeben, im Gegensatz zu den grundlegendsten Grundsätzen der administrativen Transparenz und auch des Verteidigungsrechts, z Wenn das Ergebnis des Medienkonvents parallel parallel vorläufiger strafrechtlicher Ermittlungen parallel dokumentiert werden soll, ergibt sich das Bild nicht nur aus einer Art von Barrieren und privilegierten Gerichtsbarkeiten, z. B. für Banken, Schiedsverfahren, Versicherungen, mit der Reform der EU der maßgebliche Kodex, das Verfahren, das die Zahlung einer Entschädigung an die eigene Gesellschaft und nicht die der Gegenpartei mit Rcauto verlangt, die Unterscheidung zwischen Beschwerdeverfahren oder Vorladung zwischen dem Gerichtshof und dem Zivilgericht gemäß dem vermuteten Prozentsatz oder Antrag des biologischer Schaden, die vorbeugende Verpflichtung der vorherigen technischen Bewertung als Verfahren getrennt vom gewöhnlichen Zivilverfahren, um Maßnahmen im Bereich der Gesundheitsverantwortung einzuleiten, die ebenfalls sehr häufig an Versicherungen, am Schalter der Angeklagten usw. interessiert sind , aber noch mehr eine solche Kehle von besonderen Ritualen und privilegierten Gerichtsbarkeiten oder präventiven Caudin-Gabeln, ganz zu schweigen von einem Hindernislauf, der mit Fallstricken und Fallstricken, Unzulässigkeit, Unvorhergesehenheit und Risiken der beruflichen Verantwortung selbst für Anwälte brodelt, was eine ganze Reihe von Menschen schafft "Hypersonderheiten mit besonderem Ritual" im Vergleich zu gewöhnlichen Bürgerinnen und Bürgern, die stattdessen ohne zu viele Komplimente und Barrieren verklagt werden, ist noch komplizierter von "sektorspezifischen Vorschriften", die in Bezug auf die allgemeinen Grundsätze des Verwaltungsverfahrens oder des Verfahrenswiderspruchs subversiv sind, Vorschriften, deren Quellen im Allgemeinen nicht mehr aus der Verfassung oder dem Gesetz stammen, sondern aus internen Entscheidungen und Handlungen, einschließlich Rundschreiben, In einem System, das jetzt nicht mehr dem Schreien des 17. Jahrhunderts oder der bürgerlichen Nutzung mittelalterlichen Ursprungs gleicht, in dem jede logische Kohärenz des Systems, die Hierarchie der Quellen und die Rechtssicherheit in offenem Gegensatz zur Rechtsprechung des Gerichtshofs der Europäischen Union stehen (Urteil vom 21. Juni 1988, Kommission gegen Italien, Rechtssache 257/86) und auf der Grundlage der Diktate oder Stellungnahmen des Präsidenten der Organisation für forensische Mediation oder des Präsidenten der Corecom, die in der Praxis praktisch enden können die Betreiber noch mehr Supreme Court Urteile oder des Europäischen Gerichtshofs zu konditionieren die stattdessen weiterhin Kohärenz des Systems, Vereinfachung und Rechtssicherheit berufen. Zusammenfassend ist klar, dass die gleiche Vielfalt an Fähigkeiten und Verfahren (der Ad-hoc-Schiedsrichter für Banken, das regionale Ad-hoc-Gremium für Telefongesellschaften und das Internet usw.) das Ad-hoc-Verfahren für RCAuto bis zu einem gewissen Grad beansprucht von biologischen Schäden oder vorbeugenden Ermittlungen zur Einführung einer Ursache für die Gesundheitsverantwortung usw.) und die verfassungswidrigen Hindernisse für den freien Zugang zur Gerichtsbarkeit enden für sich selbst, bei den Nutzern und den Betreibern, was zu Unsicherheit, Misstrauen und Unzufriedenheit führt Verwirrung. Aus diesem Grund empfehlen wir auch, dass wir das Verfahren vor der Corecom im Falle von Rechtsstreitigkeiten mit den Telefongesellschaften und dem Internet durchführen, aber auch in Betracht ziehen, dass die Beschwerde oder Klage eingereicht werden kann, ohne die Corecom überhaupt durchlaufen zu müssen mindestens drei Formen von Verhalten seitens des Brokers und Telefongesellschaften, wird immer wichtiger, zu schützen, wenn sie auf den Konturen der unerträglichen krimineller Auswirkungen nehmen, wie immer der Fall ist. Was sind diese drei Arten von Verhalten oder Verbrechen, die zunehmend im Büro der kriminellen geprüft werden? Demnächst heißt es: Art.640 des Strafgesetzbuches (Betrug, insbesondere bei Vertragsbetrug und insbesondere bei aliud pro alio), zum Beispiel: Vertrag als Betreiber oder Vermittler einer Telefongesellschaft eines Telefondienstes oder ADSL im Festnetz in einem Bereich, in dem der Dienst dieses bestimmten Unternehmens nicht ankommt, beispielsweise aus logistisch-strukturellen Gründen, und ich fange an, den Kunden in Rechnung zu stellen und ihn um Geld zu bitten oder von seinem Konto mit dem Domizil der Bank zurückzuziehen, während in Wirklichkeit die Armen unglücklich sind Haben Sie keinen Service, sehen Sie in der Bank den Rechnungsbetrag für nicht existierende Services als privat, und hier wird auch geprüft, ob falsche Rechnungen strafbar sind, wenn Extreme vorhanden sind, denn es ist klar, dass er dies vorschlägt im wesentlichen, der Vertrag und fungiert als Betreiber zu haben im Voraus zu wissen, wenn das Netzwerk seines Unternehmens decken kann oder auch nicht dieser Bereich usw. Unserer Meinung nach ist es in solchen Fällen weitaus häufiger als gemeinhin angenommen, dass es unangemessen ist, Schuld anstelle von Bosheit als psychologisches Element geltend zu machen, und kriminelle und zivilrechtliche Schäden sind noch schwerwiegender, wenn der Benutzer eine Tätigkeit ausübt kommerziell oder professionell oder wenn er die Dienstleistungen vor der Vertragsänderung von einem anderen Manager in Anspruch nehmen könnte, den der Makler des neuen Unternehmens möglicherweise durch telefonisches Telefonieren täglich nachdrücklich an den Benutzer weiterleitet, um Chimäres-Verbesserungen mit der Weitergabe an sein Unternehmen oder Tarifsenkungen zu verbreiten oder anderweitig bei Dienstleistungen, die dann tatsächlich nicht ausgezahlt werden, der Zeitpunkt des Verbrauchs des Betrugs bei der Zahlung nicht erbrachter Dienstleistungen festgestellt werden kann oder, was schlimmer ist, wenn bei Banklastschrift vom Konto der Bank abgehoben wird, in der Tat, diejenigen, die den Anbieters kennen können, schlagen die Netzabdeckung einen Service dieser Art sollen und zumindest ob die Dienstleistung zu erbringen, Verzicht dann von der Rechnung, fragt oder Zahlungen leisten, Auszahlungen, wenn der Dienst nicht konkret zur Verfügung gestellt wurde). Daher ist der erste praktische Rat, der denjenigen, die auf ähnliche Weise gestoßen sind, gegeben werden sollte, sich zu beeilen, den Domizil der Bank zu veräußern, oder der Bank eine förmliche Aufforderung zukommen zu lassen, um Zahlungen an Unternehmen zu leisten, die tatsächlich nicht bezahlt haben der Service, möglicherweise über pec oder besser a.r., besser durch rechtliche, rechtzeitige Absendung oder Kündigung des Rechts, den Vertrag zu überdenken, letzterer für Verträge, die "außerhalb der Geschäftsräume" geschlossen wurden (dh wenn Sie nicht zu diesem Manager in seinen Büros gegangen sind) oder Verkaufsstellen) und innerhalb von 14 Arbeitstagen auszuüben (ursprünglich um 10 verlängert um 14 nach einer europäischen Richtlinie). Ein weiterer wiederkehrender Fall ist der der Art. 660 C.P. (telefonische Belästigung oder sogar zu Hause). Vor allem ältere oder unerfahrene oder gar höfliche Menschen werden oft sogar täglich von verschiedenen Unternehmen und Betreibern "gestürmt", die versuchen, eine echte Belagerung durchzuführen, bis die Unterzeichnung des Formulars abgeschlossen ist. oder sogar durch Migration oder Austausch mit einem aufgezeichneten Telefoninterview, so sehr, dass in diesem Land ein Witz erlaubt ist, haben wir den Punkt erreicht, dass wir vorsichtig sein müssen, "ja?" zu beantworten, sogar als eine Frage, die zu beantworten ist am telefon Häufig ist das Telefoninterview alles andere als klar und erschöpfend im Hinblick auf Informationen zu den wichtigsten Punkten des Vertragsvorschlags, die nach unserer bescheidenen Meinung immer per E-Mail oder vom Benutzer, beispielsweise im PDF-Format, an ihn weitergeleitet werden sollten die Möglichkeit, es frühzeitig zu prüfen, bevor es auch mündlich beitritt und nicht nachträglich. Aber auch in diesem Punkt haben einige Makler oder Telefongesellschaften, die von Immobilienagenturen gelernt haben, damit begonnen, die Rollenumkehr auf dem modularen Modul zu üben, so dass manchmal der vielversprechende Benutzer für die Dauer der Klauseln vorschlägt , das nicht umgekehrt. Auf der anderen Seite ist die Realität in diesem Sektor in jeder Hinsicht zunehmend "virtuell", als müsste virtuell nach "eigenen Regeln" leben, die wenig mit der Realität oder mit gemeinsamen Regeln zu tun haben tägliche Legende, die wir jeden Tag dekantieren hören, zum Beispiel im Bereich der sozialen Netzwerke. Tatsächlich möchte ich in einigen Fällen eher sprechen, wenn es sich um Klauseln handelt, bei denen wir bis zu drei Arbeitstage ohne Entschädigung für die Gegenpartei bei Ausfall oder Nichterfüllung der Dienstleistung, Missbrauch einer marktbeherrschenden Stellung und wenn diese Bedingungen sogar überschritten werden Wir sind der Auffassung, dass Vertragsstrafen in Bezug auf die kostenlose Lieferung der Dienstleistung an den beschädigten Benutzer oder, noch besser, die verbindliche Verpflichtung von Agcom, wirtschaftliche Sanktionen gegen die Unternehmen zu verhängen, sowie die Entschädigungszahlungen gegen die Unternehmen festgelegt werden sollten Einzugsgebiet. Wie wir jedoch von Anfang an angedeutet haben, handelt es sich hierbei um "Massenverträge", bei denen traditionell und insbesondere in einem Land wie Italien neben dem Fehlen geeigneter Verfahrens- und Vertragsinstrumente zum Schutz des Nutzers die Diskrepanz von Vertragspositionen scheinen zu Zeiten für Manager so unausgewogen zu sein, dass sie in mancher Hinsicht nicht mehr als synallagmatische Verträge oder entsprechende Dienstleistungen erscheinen, und dieser Aspekt sollte unserer Meinung nach in den letzten Jahren eher verschlechtert als verbessert werden. In vielen Fällen kann jedoch eine Strafanzeige wegen Telefonbelästigung, bei der die Häufigkeit von Anrufen verdächtig oder obsessiv wird, als vorbeugende Maßnahme wirken und uns möglicherweise vor einem schlechten Abenteuer bewahren, auch weil die übermäßige Beharrlichkeit im Allgemeinen eine unangenehme Angelegenheit ist Alarmglocke Der einzige Nebeneffekt ist, dass der Telefonbenutzer von den Strafverfolgungsbehörden unter Kontrolle gebracht werden kann (Abfangen oder Ausdrucken). Dies ist jedoch nur dann wirklich ratsam, wenn Sie etwas zu verbergen haben. Der dritte Fall in der Praxis scheint, zumindest was unsere Erfahrung betrifft, seltener herausgefordert zu werden, aber stattdessen scheint er durch das Strafgesetzbuch vorbereitet zu sein, um den Benutzer besser zu schützen, der Artikel. 340 des Strafgesetzbuches (Unterbrechung des öffentlichen oder öffentlichen Dienstes). Kurz gesagt handelt es sich hierbei um ein Verbrechen allgemeiner Bosheit, bei dem das sogenannte Gewissen und die Bereitschaft, den Dienst für einen kurzen, nicht notwendigerweise langen Zeitraum zu unterbrechen, solange dies rechtlich relevant ist (zu der Frage siehe S. 141 des Strafrechtskompendium, Sonderteil, herausgegeben von Alessandro Trinci und Sara Farini, Dike-Verlag (2016). Was die Auslassung oder Verspätung von Amtshandlungen angeht, könnte der Nachweis dieses subjektiven Elements der Straftat als Unterscheidung zwischen nicht kriminell relevanten Strafen und strafrechtlichen Sanktionen selbst auf dokumentarischer Ebene leicht "aufgebaut" werden, insbesondere wenn die Unterbrechung vorliegt Der Dienst wird rechtzeitig weitergeleitet oder präsentiert sich in wiederholter Weise in der Lage, über die Zeugnisbeweise hinauszugehen, die sich bei kriminellen Personen immer als nützlich erweisen (z. B. von Personen, einschließlich der PG, angerufen werden), die dann den Inspektionsdienst bestätigen und überprüfen Nutzung war inaktiv), verwenden Sie die Mitteilung, die Mahnungen und Schadensersatzansprüche sowie die gleichen Aufforderungen an die Corecom mit der Bitte um dringende Wiederherstellung des Dienstes durch Absenden der alles ist immer p.e.c. oder mit Einschreiben a.r. oder verwenden Sie das Faxgerät, und raten Sie insbesondere im letzteren Fall, es mehrmals zu senden. Zweifellos ist klar, dass das Internet und noch mehr die heutige Telefonie in vielen Situationen echte öffentliche Dienstleistungen darstellen kann, mehr als generische öffentliche Dienstleistungen. Wir werden uns darauf beschränken, über die Notwendigkeit des Telefongebens nachzudenken eine Intervention im Bereich der Gesundheit oder der öffentlichen Sicherheit oder die Nutzung des Internets als Instrument, für das die Zahlungen des Kunden inzwischen für einen Großteil der geschäftlichen und beruflichen Aktivitäten durchgeführt werden. Der Bequemlichkeit halber scheint es angebracht, hier den Inhalt des strafbaren Gesetzes in Erinnerung zu rufen, das in einem Fall, der in demunciaquerela in einem Fall, der mit dem Muster 45 behandelt und ohne Anmeldung angemeldet wurde, behandelt und registriert wurde, formell angefochten wurde: "art.340 C.P. Unterbrechung eines Büros oder eines öffentlichen Dienstes oder eines öffentlichen Dienstes. Jeder, der nicht in den Fällen gesetzlicher Bestimmungen eine Unterbrechung verursacht oder die Ordnungsmäßigkeit eines öffentlichen Dienstes oder eines öffentlichen Dienstes oder Dienstes stört, wird mit Freiheitsstrafe bis zu einem Jahr bestraft. Die Verantwortlichen, Veranstalter oder Organisatoren werden mit Freiheitsstrafen von einem bis zu fünf Jahren bestraft. ", Die Straftat erfordert offensichtlich keine Assoziations- oder Insolvenzstruktur für ihre Provision, während letztere einen erschwerenden Umstand für die Verantwortlichen, Beförderer usw. vorsieht Absatz, wenn dieser Fall von mehreren Personen mit unterschiedlichen Rollen durchgeführt wird. Diese Regel, die die maximale Funktionalität bestimmter Dienste gewährleisten sollte, wenn sie systematisch angewendet wird, scheint eher dazu gedacht, im Hintergrund zu bleiben oder als eine Art umständlicher, in einem Schrank geschlossener Wintermantel zu wirken, als ob bestimmte Manager gewisse Unwillen erkennen würden o Betreiber und die von ihnen beauftragten Tätigkeiten im Bereich Telefonie und Internet - die Qualität des "öffentlichen Dienstes" oder der öffentlichen Notwendigkeit, wie dies bei Banken und Versicherungen der Fall ist, deren Beschäftigte sie seltsamerweise zunehmend behandeln Privatpersonen und nicht als Beschäftigte des öffentlichen Dienstes oder des öffentlichen Dienstes nach den Artikeln 358 und 359 des Statuts Angesichts immer strengerer strafrechtlicher Garantien, bei denen oft die einzige Abschreckung auf das anfängliche Eingreifen der Justizpolizei reduziert wird, kommt es in einigen glücklichen Fällen zu einer Komplikation des Szenarios. Zivilrecht, das in der Tat unkontrollierte und privilegierte marktbeherrschende Positionen einnimmt, in Bezug auf die Garantien für normale Bürger, die sofort Anordnungen oder Deaktivierungen der Leitung bei der ersten Zahlungsverzögerung sehen, manchmal sogar ohne Schuld. 
Rechtsanwälte Gianfranco Ferrari und Paola Ciciotti





domenica 23 settembre 2018

BREVE ARRINGA A DIFESA DI CHI ESERCITA LA PROSTITUZIONE: LEGALIZZARE NON SIGNIFICA TASSARE O “LENOCINIO DI STATO”.KURZE ARRINGE ZUR VERTEIDIGUNG DER PROSTITUTION: LEGALISIEREN BEDEUTET NICHT STEUERN ODER "STATE LENOCINY"


BREVE ARRINGA A DIFESA DI CHI ESERCITA LA PROSTITUZIONE:
LEGALIZZARE NON SIGNIFICA TASSARE O “LENOCINIO DI STATO”

Dopo una lunga pausa intervengo nuovamente col mio blog su un argomento tornato di attualità con la presenza di Matteo Salvini al ministero dell’interno, vale a dire legalizzare la prostituzione per fare cassa e introdurre la tassazione del “più antico mestiere del mondo” in una prospettiva di debito pubblico record e di sempre più concreto “rischio default” in Italia. La prima considerazione politica da svolgere sul tema è quindi d’obbligo: si intende legalizzare un servizio, una professione, nonostante i 60 anni di legge Merlin e gli ostacoli-sbarramenti tradizionali fin qui posti dall’ordinamento civilistico, più ancora che da quello penale, per riconoscere finalmente la dignità di persone e lavoratori/lavoratrici del settore come “sex workers”, nella definizione di origine anglosassone, oppure prevalentemente perché uno Stato dissestato e che fa acqua da tutte le parti, soprattutto in termini di tutela dei diritti, ha l’esigenza impellente di fare cassa raccimolando soldi a destra e a manca anche con metodi e principi discutibili? Rientra in giuoco, in pratica, quello che, ai tempi dei dibattiti sulla Legge Merlin, veniva definito, senza mezzi termini, come “lenocinio di Stato”. Infatti, se il problema fosse quello di diritto del lavoro o di tutela dei diritti costituzionali della personalità, se in ultima analisi, il problema fosse quello di tutelare le persone, come valori costituzionali fondamentali e primari, la questione della tassazione non dovrebbe essere posta al centro del dibattito, ma rivestirebbe un ruolo marginale e accessorio e, invece, sappiamo che, per motivi contingenti, la questione in Italia, come al solito, è affrontata in una prospettiva capovolta, in cui i problemi quotidiani di chi esercita ogni giorno la prostituzione, in casa, come nelle strade, sono sorvolati de plano, con un’ipocrisia e una superficialità che, a volte, sgomentano, come se coloro che esercitano quella professione, oltre al “marchio” e ai pregiudizi che devono affrontare quotidianamente nel contesto sociale, non solo non fossero degni di tutela giuridica, ma non fossero nemmeno persone umane ovvero cittadini o uomini al pari di chi veste una divisa o svolge un altro mestiere o professione. Vediamo, dunque, che, nonostante le parvenze di modernità, di attuale c’è solo la questione della tassazione e si rischia davvero, in concreto, nella migliore delle ipotesi, che questa venga introdotta senza “legalizzare” alcunchè, cioè senza conferire alcuna tutela legale effettiva, sindacato e dignità sociale a chi, di fatto, svolge un servizio sociale e a parere di chi scrive anche molto importante, se si considerano, a titolo di esempio, solo alcune delle casistiche in cui i sex workers sono chiamati, più e meglio di medici, psicanalisti, ecc., ad affrontare e spesso a risolvere questioni delicate, con la loro professionalità: penso all’assistenza sessuale ai disabili, tema che sta diventando sempre più di attualità nella società contemporanea in cui il diritto alla sessualità di certe categorie non è più semplicemente ignorato o negato, come in passato ( sull’argomento: http://www.stateofmind.it/2017/01/assistenza-sessuale-disabilita/ ), alla sessoterapia su cui disquisisce dal 1977 con competenza, anzitutto Helen Singer Kaplan (Nuove terapie sessuali, edizione Bompiani), orientando anche al superamento delle disfunzionalità non solo dei singoli, ma anche nel rapporto di coppia, o, per limitarci, sempre ai casi più salienti, ai tanti delusi d’amore che cercano un rimedio o placebo alternativo alla depressione o altro e la psicanalisi ci insegna che,a volte, può funzionare anche il placebo perché mai, come nell’eros, il rapporto e l’immaginazione attiva vivono di suggestioni e, come direbbe il grande Carmelo Bene: “Ognuno si procurava le sue suggestioni o visioni da sé!”… In sintesi, non è difficile accorgersi che la mentalità, in gran parte dei casi, è rimasta di fatto inchiodata agli ostacoli del Codice Civile del 1942 che, in sostanza, rimangono due: 1) la lettera e l’interpretazione giurisprudenziale corrente dell’art.5 del Codice che testualmente recita: “Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.”, e la nozione di buon costume, notoriamente non vive solo nella dimensione penale, in cui ha subito una vasta rivisitazione anche a seguito della depenalizzazione recente di fattispecie come quella degli spettacoli osceni, ex art.528 C.P., o delle interpretazioni modernizzatrici della stessa giurisprudenza in materia di oscenità (art.529 C.P. o, ex multis, al di là della progressiva depenalizzazione del nudo, soprattutto femminile, http://www.lastampa.it/2016/09/06/italia/la-cassazione-masturbarsi-in-pubblico-non-pi-reato-si-rischia-solo-una-multa-wxkn7G3CeFBRUQpp9Sl5xJ/pagina.html ), ma sussiste anche una dimensione civilistica del buon costume in cui, ad esempio, l’esercizio della prostituzione da parte di uno dei coniugi potrebbe costituire iniuria alla dignità dell’altro coniuge e motivo specifico di separazione, ecc., ragion per cui la prostituzione rappresenta ancora attività, penalmente indifferente fuori dalle ipotesi di favoreggiamento, sfruttamento,ecc. contemplate dalla Legge Merlin (L. n°75 del 20/02/1958) e dall’ipotesi contravvenzionale di adescamento (richiamare, in luogo pubblico o aperto al pubblico, i potenziali clienti in modo molesto o invitarli al “libertinaggio”, espressione che peraltro ha perso, in parte, anche di attualità storica, in maniera illecita),ma civilmente illecita e, in quanto tale non suscettibile di tutela giuridica.
2) L’altro ostacolo civilistico è rappresentato dal noto brocardo tradizionale: “Nemo auditur turpitudinem propriam alligans” e trova un riferimento normativo nell’art.2035 del Codice Civile in tema di cosiddette obbligazioni naturali. In estrema sintesi il legislatore riprova le condotte contrarie al buon costume e conseguentemente le sanziona civilisticamente rifiutando loro tutela processuale e simili o, detto in altri termini, non è consentito far valere un diritto quando a base di questo si pone un'immoralità, il giudice rifiuta proprio di udire quanto sopra e addirittura tale situazione, poiché sprovvista di tutela, non può tecnicamente definirsi nemmeno come un diritto soggettivo. Da un punto di vista pratico quindi, allo stato, la prostituzione non è considerata un lavoro, valore-cardine fondativo della stessa Repubblica per l’attuale Costituzione, e quella della prostituta è considerata un attività civilmente illecita o, nella più benevola delle ipotesi, assimilabile ai debiti di gioco-obbligazioni naturali, vale a dire che, se il cliente volesse, potrebbe anche non pagarla, perché tanto la prostituta non potrebbe fargli causa civile o “vertenza lavoristica” per farsi pagare. Sappiamo che poi nella pratica non è così, anche perché le prostitute, al pari degli Avvocati, hanno imparato a farsi pagare o “anticipare” in genere prima della prestazione, ma è anche vero che la figura del lenone o del prosseneta spesso è divenuta necessaria o fisiologica, soprattutto in certi contesti ambientali, anche per questi motivi giuridici che fungono da sfondo o motivazione dei bisogni di “protezione alternativa” che la prostituta è costretta letteralmente a cercare, per molti profili (vedasi la “protezione della piazza”,ecc.), non sempre del tutto leciti, in soggetti diversi rispetto a quelli istituzionali.
Ritengo che queste dovrebbero essere le questioni principali da porre al centro del dibattito politico e giuridico, insieme alla cooperazione o esercizio associato, in una prospettiva di legalizzazione e di sindacalizzazione e formazione della categoria (mi riferisco anche a come affrontare le casistiche delicate cui facevo riferimento all’inizio), se si intenda veramente superare a 60 anni di distanza il quadro culturale della Legge Merlin, come via di fuga, per l’epoca, dal lenocinio di Stato e dalla ghettizzazione delle “case chiuse”, e soprattutto il quadro da Medioevo del diritto con cui il nostro Codice Civile, col suo armamentario di dinieghi emarginanti funge da vera causa prima dell’emarginazione e stigmatizzazione sociale della prostituta, come lavoratrice non degna di tutela o “personalità o esercente attività”  contraria al buon costume all’interno di una società civile, ben o male, entrata nel terzo millennio e in un contesto europeo che impone,alla base dei suoi principi, oltre al riconoscimento dei diritti umani, il divieto di discriminazione ed emarginazione sociale (art.21 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, G.U.U.E. C83 del 30/03/2010, pag.389, art.18 e seguenti e 151 e seguenti T.F.U.E.,). In una tale ottica, che è quella corretta per inquadrare la questione nei suoi vari risvolti politici, giuridici e umanistici, la questione della tassazione, che sembra stare tanto a cuore a certi politici e giornalisti, nel momento attuale, diventa l’ultimo dei problemi. Si legalizza e inquadra civilmente una professione per conferire dignità e ruolo sociale ad una categoria di lavoratori e ad una tipologia di attività, eliminando le discriminazioni e i  favoritismi, e per proporre un adeguamento ai valori di civiltà europei di una società postindustriale del terzo millennio, non per fare cassa o finanziare qualcos’altro con le possibili entrate della tassazione, compreso quel reddito di cittadinanza che eviterebbe a molte persone di intraprendere la via della prostituzione, se avessero una scelta a livello economico (è la questione del gatto che si morde la coda in un paese ormai in condizioni di povertà sempre più diffusa). Ma v’ha di più, dico che legalizzare la prostituzione, oggi, sottende ad una rivoluzione copernicana di costume e ad un adeguamento dei valori lavoristici e umanistici, in termini costituzionali, ancor più profonda e significativa della stessa legalizzazione del cambiamento di sesso, anche a livello anagrafico, senza più ricorrere a obbligatori “percorsi psicologici” orientati alla castrazione o al cambio di sesso a livello chirurgico per non scandalizzare il resto del gregge o per eliminare la scomoda testimonianza di una terza o altre vie di genere alternative alla sessualità più diffusa, come accadeva fino a qualche tempo fa (http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/11/06/news/per-cambiare-sesso-all-anagrafe-non-e-obbligatorio-l-intervento-chirurgico-1.237566 ) e delle stesse unioni civili o legalizzazione delle coppie omosessuali, per quanto ancora sia lungi da raggiungere una parificazione compiuta anche in questo settore, a parere di chi scrive, valutando la riforma, portata avanti in ritardo e tra mille ostacoli, ancora insoddistacente e potendosi ancora parlare, per molti versi, di unioni di serie B rispetto alla nozione tradizionale di matrimonio, pur essendo la nostra Costituzione del 1948 molto più moderna del Codice Civile e già compatibile con quel tipo di discorso senza bisogno di revisione. Tornando alla questione della tassazione della prostituzione esprimo la mia totale contrarietà, per motivi che ritengo comprensibili ai più e che sottopongo all’attenzione dei movimenti e del comitato a difesa dei diritti delle prostitute di Pia Covre, ecc. In primis, la pratica legale mi insegna che la questione della tassazione, in ambienti come quelli che vivono e frequentano quotidianamente le o i sex workers in Italia, potrebbe prestarsi a diventare strumento di contenzioso e addirittura di ricatto o ritorsione a livello pratico. Si tenga presente che una gran parte delle persone che si prostituiscono nel nostro paese appartengono alla immigrazione clandestina o sono sotto la cappa, spesso oppressiva, di clan criminali o comunque di soggetti senza scrupoli e che gli immigrati, specie, se clandestini, non vogliono problemi con la legge, compresi quelli a livello fiscale. Cosicchè appare fin troppo semplice immaginare cosa potrebbe accadere con questo strumento nelle mani di gente senza scrupoli ai danni di una categoria già giuridicamente e socialmente debole. In secondo luogo mi dovrebbero spiegare i tecnici del ministero dell’economia e finanze come si riuscirebbe a garantire la privacy della clientela e delle prestazioni a livello fiscale. Non si può pensare, infatti, di realizzare una legge apposita che discrimini la categoria e imponga lo scontrino fiscale al posto della fattura, perché tale disciplina creerebbe problemi di disparità sollevabili, anche a livello di legittimità costituzionale, da tutte le categorie che esercitano attività che hanno a che fare con “dati sensibili” e privacy ovvero di esentare dall’I.V.A. in toto una categoria che lavora su prestazioni di servizio. Ma le perplessità più serie sono di altro genere. Chi esercita la prostituzione, nella stragrande maggioranza dei casi, non lo fa per scelta o “per passione”, come diceva la canzone di Fabrizio De Andrè a proposito di “Bocca di rosa”, ma per necessità di tipo economico. Non di rado accade che alcune ragazze si approccino solo per un periodo critico della loro vita al mestiere e, non appena ricavati i soldi per uscire da situazioni difficili, per non dire drammatiche, preferiscono poi tornare ad una vita normale o ad altra occupazione, magari appena trovano altro impiego anche peggio pagato. Penso a chi aveva i figli da sfamare in epoca di guerra o crisi economica, come quella attuale, o un familiare malato in casa da curare o anche alla povera immigrata clandestina costretta a pagare il “riscatto o pedaggio” del viaggio e dell’inserimento o alloggio al clan,ecc. Nel best seller di Heinrich Boll “Opinioni di un clown” viene addirittura raccontata la storia drammatica dell’epoca, per capire il ruolo condizionante del costume e dei pregiudizi che spesso hanno anch’essi un ruolo eziologico al pari della questione della conservazione dell’impianto codicistico discriminante del 1942 o degli ostacoli all’approvazione della legge sulle “unioni civili”, di una coppia di conviventi in cui una donna con due figli separata dal marito conviveva con un muratore che le voleva bene e faceva anche da padre ai bambini. Un prete cattolico della Germania dell’epoca mise in croce il muratore,dentro e fuori dal confessionale, assillandolo sull’immoralità del concubinaggio con una donna separata di fatto dal marito finchè non lo costrinse a lasciarla e andare via di casa. Il risultato di questa “catechesi” fu che la donna, per sfamare i due figli, fu costretta a prostituirsi e il muratore divenne un alcoolizzato per la disperazione. Mutatis mutandis, oggi, magari assistiamo al ragazzo di “buona famiglia” convinto dai parenti ad abbandonare l’immigrata clandestina al suo destino e simili, ma i motivi che conducono sulla via della prostituzione sono i più disparati, compresa l’ipotesi non meno drammatica di donne che l’hanno esercitata in passato anche a livello di “alto bordo”, costrette, ormai avanti negli anni, a ritornare su quella che una volta veniva definita la “via del vizio” per la semplice assenza di forme di assistenza o previdenza sociale adeguate. Di fronte a tali situazioni, che sono una gran parte e non la minoranza, lo Stato non può e non deve rivestire il ruolo di lenone arrivando a tassare quella che, nell’ottica della Legge Merlin, era considerata come una piaga o disgrazia sociale da combattere o arginare a livello di Stato sociale e non solo o non tanto attraverso gli strumenti repressivi (ripeto la prostituzione in sé, anche allo stato degli atti, non è reato penale). Pertanto siamo a favore della legalizzazione anche sotto il profilo civilistico e dell’adeguamento ai profili europei dell’ordinamento, ma non alla tassazione, e men che mai nell’attuale momento storico, in cui lo Stato italiano, fortemente manchevole sotto il profilo del welfare e del reperimento di forme di lavoro alternativo, non può assolutamente ergersi a giudice o lenone. Quelle ragazze o donne anche mature, che sono costrette oggi a prostituirsi, non di rado tra vessazioni e discriminazioni quotidiane, perché non hanno avuto la fortuna di avere una famiglia facoltosa o “ben inserita” alle spalle in grado di garantir loro una vita agiata o un posto fisso nel pubblico impiego, o travestiti e transessuali avviati sulla strada quasi come unica fonte di sostentamento possibile per le loro “scelta di genere sessuale”, in una società che ancora discrimina (conoscete, in Italia, transessuali nelle file di polizia, carabinieri o in magistratura?) non devono vedersi private anche della decima medievale sui proventi della vendita del proprio corpo, perché questo non sarebbe un progresso civile e costituzionale, ma un regresso e una speculazione meschina da parte della politica e dello Stato su disgrazie e miserie umane alla base della scelta prostitutiva! Per concludere, se vi è un settore, che andrebbe esentato dalla contribuzione fiscale, non tanto e non solo per la tipologia del servizio sociale che presta (si pensi anche a quanti stupri,reati e molestie sessuali in meno anche grazie alla presenza delle sex workers sul territorio e sarebbe interessante effettuare rilievi statistici sulla maggior incidenza di certi fenomeni, laddove tali servizi siano meno disponibili), o per la sua riservatezza, ma soprattutto per la causalità a monte ascrivibile spesso alla latitanza dello Stato sociale e di chances diverse, nonché per la necessità di reificarsi, farsi merce a livello fisico, per appagare il desiderio altrui, è fuor di dubbio che si tratti proprio della prostituzione. Vi è poi tutta una serie di risvolti psicologici derivanti dall’esercizio di questa professione che sono stati soltanto, in parte, affrontati, fino ad oggi, dalla letteratura psicanalitica e medico-legale (da Cesare Lombroso al trattato di sessuologia del Pellegrini per approdare ad “Eros e civiltà” di Herbert Marcuse), ma che rappresentano il “vero prezzo” che le sex workers pagano, ancora nell’epoca contemporanea, accanto alla discriminazione, emarginazione e stigmatizzazione sociale. Parlo dei sensi di colpa o desideri inconsci masochistici di autopunizione o autodistruzione che molte si portano dentro come una vera e propria “bomba psicologica” pronta ad esplodere in ogni momento, per aver intrapreso una via per lo più ancora censurata dalla morale comune e dalla religione o meglio dai pregiudizi. Diversamente dai clienti che scaricano sulla prostituta i loro istinti e tensioni per raggiungere l’appagamento o “piccola morte”, e che raramente soffrono conflitti o sensi di colpa (ad esempio nel caso del tradimento del coniuge in un'ottica tradizionale,ecc.),come spiega Marcuse a proposito della psicanalisi di Sigmund Freud, tutti gli istinti e passioni che ci divorano tendono ad un equilibrio che consiste nel superamento della vita stessa, il “Nirvana o paradiso” inorganico, di cui la “petit morgue” conseguente all’orgasmo rappresenta solo l’anticipo, il sostituto o strumento di differimento. Così la prostituta porta in sé tutto questo “carico di morte” o “corsa verso la morte”, tanto da perdere non di rado lo stesso senso della vita in prospettiva o da svilire lo stesso senso di autoconservazione in un processo psicologico borderline. Ella è consapevole di donare piacere, ma che quel piacere è illusorio,momentaneo e prelude all’ “Al di là del principio di piacere”. Più precisamente Freud aveva intuito, quasi come in uno sviluppo delle teorie evoluzionistiche darwiniane, che l’ontogenesi individuale rimanda sempre alla filogenesi dell’intera specie. Che vi è uno stato indifferenziato primordiale degli istinti e precisamente la tendenza della vita organica alla “recherche du temp perdù”, cioè a restaurare uno stato di cose precedente abbandonato sotto la pressione di forze esterne perturbanti evidenziando la forza rievocativa della memoria e il suo potenziale esplosivo (Eros e civiltà Marcuse, Mondadori, pag.194). Nell’uomo tale memoria torna spesso all’infanzia, all’adolescenza, alla figura materna, quando era “protetto” e non doveva difendersi e assumersi da solo le responsabilità delle decisioni come nella vita adulta. In questo senso la figura della prostituta finisce per costituire l’oggetto del transfert verso la figura ancestrale della Grande Madre! Il senso della vita, secondo questa visione di origine freudiana, consisterebbe tutto nell’ “andare a ritroso”, anche nei rituali della vita quotidiana, così nel rapporto con la prostituta è spesso lei che dirige e gestisce la cosa, come la Madre col bambino e, nel contempo, tutti gli istinti ci derivano dall’inconscio e quindi dal nostro passato e dalle esperienze o sensazioni ancestrali, fino a risalire alla prima infanzia. Ancor più a ritroso e a monte dell'infanzia vengono lo stato fetale e,ancor prima, lo stato inorganico. In sintesi, per Freud, vogliamo raggiungere il piacere per liberarci di ogni tensione ed eccitazione, come quando eravamo inorganici nello stato originario, prima o dopo di venire alla vita (Come scrive Lucrezio nel De rerum Natura “Nulla fu per noi quel tempo prima di venire alla vita e nulla sarà per noi il tempo che seguirà alla nostra dipartita!”) e, in tale ottica, anche dietro l’Eros c’è sempre l’istinto di morte, i due istinti sono strettamente confinanti, se non addirittura simbiotici.Ma, se da una parte,il cliente trova o cerca di trovare l'appagamento momentaneo,la prostituta prende su di sè il carico psicologico di tutte le tensioni e degli istinti della clientela, cioè della società con tutti i suoi problemi, esattamente come il redentore, nella visione cristiana, prende su di sè il carico di tutti i "peccati del mondo", anche delle passioni più basse e dei conflitti interiori irrisolti. Questo non significa che la prostituzione come attività professionale non possa essere esercitata, a seconda delle diverse psicologie, anche in modo egosintonico, ma, proprio come avviene per i lavori più usuranti a livello psicologico, quel tipo di attività, nella maggior parte dei casi comporta l'assunzione su di sè di un fardello psicologico ed esperenziale, a dir poco pesante e,spesso, difficilmente sostenibile (di qui tradizionalmente l'uso di alcool,droga, psicofarmaci e altri effetti collaterali devastanti di cui abbonda la letteratura criminologica,da Lombroso che vedeva nella donna prostituta l'alter ego speculare del suo prototipo di uomo delinquente). Ma la prostituzione,in una visione attualizzata e umanizzata, oggi come ai tempi dei culti misterici, più ancora e prima della psicanalisi, ha a che fare proprio con  l'intimo patrimonio psichico ed emotivo identitario, da cui derivano il senso stesso della vita e i destini del mondo, per cui chi sceglie questo percorso di vita, indipendentemente dalle circostanze che ve lo abbiano condotto, non è e non deve essere considerato affatto come un rifiuto della società, ma necessita di attenzione e considerazione da parte dello Stato,oltre che di assistenza e cure quando si trovi in difficoltà. Quando saremo pronti ad affrontare culturalmente il discorso in questi termini, solo allora si potrà aprire un dibattito serio e non una mera speculazione legislativa per fare cassa col default dietro l’angolo. Roma, 23 Settembre 2018.
Avv.Gianfranco Ferrari giornalista pubblicista





KURZE ARRINGE ZUR VERTEIDIGUNG DER PROSTITUTION:
LEGALISIEREN BEDEUTET NICHT STEUERN ODER "STATE LENOCINY"



Nach einer langen Pause ich mit meinem Blog zu einem Thema der aktuellen mit der Anwesenheit von Matteo Salvini im Innenministerium wieder steige also zurück, legalisieren Prostitution Geld zu erhöhen und die Besteuerung des „ältesten Gewerbes der Welt“ in einem bringen Perspektive der Rekord-Staatsverschuldung und immer konkreteres "Ausfallrisiko" in Italien. Die erste Überlegung Politik zu diesem Thema durchgeführt werden soll daher ein Muss: es beabsichtigt, einen Dienst zu legalisieren, einen Beruf, trotz 60 Jahren Merlin Law und Hindernissen traditioneller Barrieren bisher gesetzlich ordinamento Orte, mehr noch als aus dem Strafregister , um schließlich die Würde des Menschen und Mitarbeiter / Arbeiter in der Industrie als „Sexarbeiterinnen“ in der Definition des angelsächsischen Ursprungs, oder vor allem, weil ein Rohzustand und nehmen in Wasser auf allen Seiten, insbesondere im Hinblick auf den Schutz der Rechte zu erkennen, die dringende Notwendigkeit, Geld zu verdienen, indem man mit fragwürdigen Methoden und Prinzipien Geld nach rechts und links sammelt? Er kehrte in der Praxis zu spielen, die zum Zeitpunkt der Debatten über das Merlin Gesetz genannt wurden, unverblümt, als „State Zuhälterei.“ In der Tat, wenn das Problem, dass das Arbeitsrecht oder den Schutzes der Persönlichkeitsrechte Verfassungs war, wenn in der abschließenden Analyse, war das Problem, die Menschen zu schützen, da grundlegende Verfassungswerte und primäre, die Frage der Besteuerung werden soll nicht platziert das Zentrum der Debatte, sondern eine marginale Rolle und Zubehör rivestirebbe jedoch wissen wir, dass für zwingende Gründe, die Frage in Italienisch, wie üblich, in einer umgekehrten Perspektive gerichtet, wo die täglichen Probleme die, die jeden Tag der Prostitution ausüben , zu Hause, wie die Straßen sind überflogenen de plan mit Heuchelei und Oberflächlichkeit, die manchmal Bestürzung, als ob diejenigen, die diesen Beruf ausüben, zusätzlich zu „Marke“ und die Vorurteilen sie täglich in dem sozialen Kontext konfrontiert Nicht nur waren sie nicht des Rechtsschutzes würdig, sondern waren nicht einmal Menschen oder Bürger oder Männer wie diejenigen, die eine Uniform tragen oder eine ein anderer Beruf oder Beruf. Wir sehen also, dass trotz des Anscheins der Moderne, der Strom nur die Frage der Besteuerung und ist sehr wahrscheinlich, dass in der Praxis am besten, dies ohne „legalisieren“ alles eingeführt wird, das heißt, ohne irgendeinen Schutz zu geben Rechts wirksam, Gewerkschafts- und soziale Würde zu denen, die in der Tat einen sozialen Dienst spielt und die Meinung des Verfassers auch sehr wichtig, wenn man bedenkt, zum Beispiel, sind einige der Fallstudien nur in denen Sexarbeiterinnen genannt, mehr und bessere Ärzte, Psychoanalytiker, usw., auf Gesicht und häufig sensible Probleme mit ihrer Professionalität lösen: ich sexuelle Hilfe für Behinderte denke, ein Problem, in dem das Recht auf Sexualität bestimmter Kategorien immer aktuell in der heutigen Gesellschaft immer nicht einfach ignoriert oder abgelehnt wird, wie in der Vergangenheit (Thema: http://www.stateofmind.it/2017/01/assistenza-sessuale-disabilita/), auf dem sessoterapia das mit Kompetenz seit 1977 doziert, vor allem Helen Singer Kaplan (New Sexualtherapie, Bompiani Ausgabe), Regie auch bei der Überwindung der Dysfunktion nicht nur Individuen, sondern auch in einer Beziehung, oder sie selbst zu begrenzen, immer die markantesten Fälle, die viele desillusionierten mit Liebe für ein alternatives Heilmittel oder ein Placebo zu Depressionen oder andere und die Psychoanalyse lehrt uns, dass in Zeiten, kann auch Placebo betrieben werden, warum, wie eros, Beziehung und aktive Vorstellungen in Vorschlägen leben und , wie es der große Carmelo Bene: „Jeder seine Vorschläge oder Visionen für sich selbst beschafft wird“ ... kurz gesagt, ist es nicht schwer zu sehen, dass die Mentalität in den meisten Fällen in der Tat blieb die Hindernisse des BGB genagelt von 1942 im Wesentlichen vor, bleiben zwei: 1) das Schreiben und die jurisprudential aktuelle Art.5 Auslegung des Kodex, die lautet: „Akte der Disposition des eigenen Körpers sind, ist verboten i, wenn sie eine dauerhafte Verminderung der körperlichen Unversehrtheit oder anderweitig gegen das Gesetz, die öffentliche Ordnung oder die guten Sitten führen.“, und der Begriff der Moral, nicht bekannt, lebt nur in der kriminellen Dimension, wo sie unterzog sich ein auch umfangreiche Revision der jüngste Entkriminalisierung der Umstände folgenden wie die von obszönen Aufführungen, ehemaligen art.528 CP oder Modernisierung Interpretationen des Gesetzes Obszönität beziehen (art.529 CP oder, ex Multis, über die schrittweise Entkriminalisierung von nackten, vor allem Frauen, http://www.lastampa.it/2016/09/06/italia/la-cassazione-masturbarsi-in-pubblico-non-pi-reato -Sie-wahrscheinlich-just-a-multa-wxkn7G3CeFBRUQpp9Sl5xJ / page.html), aber es gibt auch eine gesetzliche Dimension der Moral, in dem zum Beispiel die Praxis der Prostitution von einem der Ehegatten iniuria an den anderen Ehegatten Würde und spezifische Trennung Grund darstellen, usw., weshalb Prostitution immer noch eine Tätigkeit ist, kriminell indifferent außerhalb der Hypothese der Beihilfe, Ausbeutung usw. an einem öffentlichen Ort oder für die Öffentlichkeit zugänglich, potenzielle Kunden in eine Weise, die unter Merlin Gesetz (Gesetz Nr 75 von 1958.02.20) und der Annahme entgegen Priming (nennen, die sie zu „Ausschweifung“ bedrängt oder laden, ein Ausdruck, der Darüber hinaus hat er verloren, teilweise auch der historischen Wirklichkeit, in rechtswidriger Weise), aber civilly illegal und als solche nicht anfällig des Rechtsschutzes. 2) Das andere gesetzliche Hindernis ist bekannt traditionelle Maxime „Nemo auditur turpitudinem propriam alligans“ und findet eine normative Referenz nell'art.2035 des BGB in Bezug auf die so genannten natürlichen Bindungen. Auf den Punkt gebracht, versuchen die Gesetzgeber wieder gegen die öffentliche Moral leiten und damit die Sanktionen für die gesetzliche ihre Verfahrens Schutz verweigern und dergleichen, oder sagte, in anderen Worten, nicht ein Recht, wenn sie auf diese entsteht Unmoral, der Richter basierte Durchsetzung erlaubt er weigert sich, das Obige zu hören, und selbst diese Situation, da er keinen Schutz hat, kann technisch nicht als subjektives Recht definiert werden. daher aus praktischer Sicht, der Staat, ist Prostitution kein Job, wert Scharnier Gründung der Republik selbst auf die aktuelle Verfassung betrachtet, und dass die Prostituierte galt als bürgerlich rechtswidrige Tätigkeit oder in den harmlosesten von Hypothesen, zum Spiel-natürliche Bindung Schulden aufgenommen, das heißt, wenn der Kunde will, könnte es nicht bezahlen, weil sowohl die Prostituierte nicht Zivil- oder „Streit lavoristica“ verklagen könnten bezahlt werden. Wir wissen, dass dann in der Praxis ist es nicht so ist, weil die Prostituierten ist, wie die Bar, gelernt haben, bezahlt oder „antizipieren“ in der Regel vor der Aufführung, aber es ist auch wahr, dass die Figur des Zuhälter oder procurer oft notwendig geworden, oder physiologische, vor allem in bestimmten ökologischen Rahmenbedingungen, auch für diesen Rechtsgrund, die als Hintergrund oder Motivation des „alternativen Schutzes“ dienen muss, dass die Prostituierte buchstäblich für viele Profile gezwungen ist, zu sehen (siehe „der Platz Schutz“ usw. ), nicht immer völlig legitim, in anderen Fächern als institutionellen. Ich denke, diese sollten die wichtigsten Fragen zu im Mittelpunkt der politischen und rechtlichen Diskussion sowie kooperierende oder im Zusammenhang mit Bewegung gesetzt werden, in einer Perspektive der Legalisierung von gewerkschaftlicher Organisation und Ausbildung der Klasse (Ich beziehe mich auch auf, wie mit den Fällen empfindlich zu behandeln, dass ich genannt wenn Sie wirklich beginnt), beabsichtigen 60 Jahre nach dem kulturellen Rahmen des Merlin Gesetzes zu überschreiten, als eine Flucht, für die Zeit, von Staat zu beschaffen und die Ghettoisierung von „Fall geschlossen“, und vor allem der Gemälde von Alter des Gesetzes, mit denen unsere ZGB mit seinem Arsenal an den Rand zu drängen Dementis als wirkliche Ursache für Ausgrenzung und sozialer Stigmatisierung der Prostituierten wirkt, als unwürdig des Schutzes oder „Persönlichkeit oder Betreiber Aktivitäten“ gegen die guten Sitten im Inneren arbeiten von einer Zivilgesellschaft, gut oder schlecht, trat in das dritte Jahrtausend und in einem europäischen Kontext, der an der Basis auferlegt ihre Prinzipien, neben der Anerkennung der Menschenrechte, das Verbot von Diskriminierung und sozialer Ausgrenzung (Art.21 Charta der Grundrechte der Europäischen Union, G.U.U.E. C83 vom 30.03.2010, S. 389, Artikel 18 und folgende und 151 und folgende T. F. U. E.,). In einem solchen Zusammenhang, die die richtige ist die Frage in ihren verschiedenen politischen Implikationen, Rechts- und Geisteswissenschaften zu gestalten, die Frage der Besteuerung, die so teuer einige Politiker und Journalisten im gegenwärtigen Moment zu sein scheint, wird die letzte der Probleme . Es legalisiert und civilly einen Beruf Framing zu einer Kategorie von Arbeitnehmern und eine Art von Unternehmen, die Beseitigung von Diskriminierung und Günstlingswirtschaft, Würde und soziale Rolle zu verleihen und eine Anpassung an den europäische Zivilisation Wert einer postindustriellen Gesellschaft des dritten Jahrtausends zu schlagen, nicht etwas anderes Bargeld oder Finanzen mit der möglichen Einkommensbesteuerung zu machen, einschließlich der Grundeinkommen, das viele Menschen verhindern würde, den Weg der Prostitution zu nehmen, wenn sie eine Wahl in der Wirtschaft hatte (ist die Frage der Katze den Schwanz jagen in einem Land, das jetzt in wachsender Armut weit verbreitet ist). Aber es gibt noch mehr, sage ich, dass die Legalisierung der Prostitution heute einer üblichen kopernikanischen Revolution und einer Anpassung der Arbeitswerte und - kopien zugrunde liegt Geisteswissenschaften, in Bezug auf Verfassungs-, noch tiefer und sinnvoll in der gleichen Legalisierung der Geschlechtsumwandlung, auch auf Master-Ebene, nicht mehr zwingend notwendig „psychologische Wege“ orientierte Kastration oder die Änderung des chirurgischen Ebene Sex mit nicht dem Rest des Stoß Herd oder unbequemes Zeugnis einer dritten oder andere Wege der Geschlecht Alternativen zu verbreiteten Sexualität zu beseitigen, wie es der Fall bis vor einiger Zeit war (http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/11/06/news/per -Wechsel-Sex-all-Registry-und-nicht-erforderlich-the-action-chirurgische-1.237566) und sogar Zivilanschlüße oder Legalisierung von gleichgeschlechtlichen Paaren, wie von der Erreichung ein Entzerrungs noch weit davon ist auch in diesem Bereich erreicht, in Meinung des Schriftstellers, Bewertung der Reform, spät und unter tausend Hindernissen durchgeführt, immer noch unbefriedigend und immer noch in der Lage, in vielerlei Hinsicht von Serien-B-Gewerkschaften im Vergleich zu der Idee zu sprechen und traditionelle Ehe, obwohl sie unsere Verfassung von 1948 viel moderner als das Zivilgesetzbuch ist und bereits mit dieser Art von Rede ohne die Notwendigkeit der Revision kompatibel ist. Zurückkommend auf die Frage der Besteuerung der Prostitution meine völlige Ablehnung ausdrücken, aus Gründen, die ich von den meisten verstanden und möchte die Aufmerksamkeit der Bewegungen und dem Ausschuss für die Verteidigung der Rechte von Prostituierten Pia Covre usw. bringen Erstens lehrt die Rechtspraxis mir, dass die Frage der Besteuerung, in Bereichen wie diejenigen, die täglich oder Sexarbeiterinnen in Italien leben und daran teilnehmen, verleihen könnte sich zu einem Instrument der Auseinandersetzung werden und sogar Erpressung oder in der Praxis Vergeltung. Denken Sie daran, dass ein großer Teil der Prostituierte in unserem Land gehört zur illegalen Einwanderung oder ist unter der Haube, oft drückend, kriminelle Clans oder anderweitig skrupellose und dass Einwanderer, vor allem, wenn nicht dokumentiert, sie wollen nicht Probleme mit dem Gesetz, einschließlich derjenigen auf der Steuerebene. Es ist also nur allzu leicht vorstellbar, was mit diesem Instrument in den Händen skrupelloser Menschen gegen eine bereits rechtlich und sozial schwache Kategorie geschehen könnte. Zweitens müsste ich den Technikern des Ministeriums für Wirtschaft und Finanzen erklären, wie wir die Privatsphäre unserer Kunden und Steuervorteile garantieren können. Sie können nicht denken, in der Tat, ein bestimmtes Gesetz zu schaffen, die die Kategorie unterscheidet, und erlegt den Empfang statt der Rechnung, weil solche Regelungen Probleme mit kippbaren Ungleichheiten schaffen würden, auf Verfassungs Legitimität Ebene, aus allen Kategorien, die Tätigkeiten ausüben Sie behandeln "sensible Daten" und Privatsphäre oder befreien sie von der Mehrwertsteuer in seiner Gesamtheit eine Kategorie, die auf Service-Leistung arbeitet. Aber die ernstesten Ratschläge sind von anderer Art. Diejenigen, die Prostitution ausüben, in den meisten Fällen tut es nicht durch Wahl oder „Leidenschaft“, wie das Lied von Fabrizio De Andrè über „Franny“, aber wegen der wirtschaftlichen Notwendigkeit. Kommt nicht selten vor, dass einige Mädchen approccino nur für eine kritische Zeit ihres Lebens für den Beruf und das Geld so schnell wie es geht aus schwierigen Situationen zu bekommen, nicht dramatisch zu sagen, eher dann zurück in ein normales Leben oder anderen Beruf, vielleicht sobald sie eine andere Verwendung finden, werden sie sogar schlechter bezahlt. Ich denke an diejenigen, die Kinder hatten in Zeiten des Krieges oder Wirtschaftskrise zu ernähren, wie die gegenwärtigen, oder ein krankes Familienmitglied zu Hause oder sogar zu einem schlechten illegalen Einwanderern zu kümmern, das „Lösegeld oder toll“ der Reise gezwungen zu zahlen und die Aufnahme oder Clan-Unterkunft usw. In dem Bestseller von Heinrich Boll „Meinungen eines Clowns“, auch erzählt die dramatische Geschichte der Zeit, die Rolle Kostüm Anlage und Vorurteile zu verstehen, die oft auch eine ursächliche Rolle wie die Frage der Erhaltung der Pflanzen haben Diskriminante codicistico 1942 oder Hindernisse für die Genehmigung des Gesetzes über die „Zivilanschlüße“, ein Ehepaar lebt in dem eine Frau mit zwei von ihrem Mann mit einem Maurer getrennt Kindern lebte, der sie liebte und war auch ein Vater zu den Kindern. assillandolo Unmoral Konkubinat mit einer Frau von ihrem Mann in der Tat ein katholischer Priester in Deutschland des am Kreuz setzen, wenn ein Maurer, in der und aus dem Beichtstuhl, getrennt, bis sie ihn gezwungen, zu Hause zu lassen und gehen. Das Ergebnis dieser "Katechese" war, dass die Frau, um ihre zwei Kinder zu ernähren, gezwungen wurde, sich zu prostituieren, und der Maurer wurde ein Alkoholiker in Verzweiflung. Mutatis mutandis, heute sehen vielleicht den Jungen zu „guten Familien“ von Verwandten überzeugt illegaler Einwanderer zu seinem Schicksal zu überlassen und dergleichen, aber die Gründe, die den Weg der Prostitution sind die verschiedensten führen, einschließlich der Option, nicht weniger dramatische Frauen, die in der Vergangenheit praktiziert haben, auch auf der Ebene des „High-Class“, gezwungen, jetzt betagt, um zurückzukehren, was einmal war der „Weg des Lasters“ für die einfache Abwesenheit von Formen der Unterstützung genannt oder angemessene soziale Sicherheit. Angesichts solchen Situationen, die eine Mehrheit und nicht die Minderheit sind, kann der Staat nicht und soll nicht die Rolle des Zuhälters spielen zu Steuern kommt, die im Hinblick auf der Merlin Law, wurde als eine Plage oder soziale Schande betrachtet durch Kampf oder auf der Ebene der Sozialhilfe stammt und nicht nur oder nicht so sehr durch repressive Mittel (ich wiederhole Prostitution selbst, obwohl der Stand der Dinge, ist es keine Straftat ist). Deshalb sind wir für die Legalisierung auch aus einer gesetzlichen Perspektive und die Anpassung an europäische Profile Ordnung, aber nicht auf die Besteuerung, geschweige denn in der aktuellen historischen Moment, in dem der italienische Staat, stark unter dem Wohlfahrtsprofil fehlt und um alternative Arbeitsformen zu finden, kann es nicht als Richter oder Lyon aufstehen. Die Mädchen und Frauen auch reif, die heute in der Prostitution gezwungen sind, häufig einschließlich Belästigung und alltägliche Diskriminierung, weil sie nicht die Möglichkeit zu haben, eine reiche Familie oder „gut aufgestellt“, hatten hinter dem kann ihnen ein bequemes Leben gewährleisten, oder ein fester Platz im öffentlichen Sektor oder Transvestiten und Transsexuellen auf der Straße begann wie fast einzige Quelle der Unterstützung möglich für ihre „Wahl des Geschlechts“, in einer Gesellschaft, die diskriminiert, noch (Sie wissen schon, in Italien, Transsexuellen in Polizeiakten, Polizei oder die Justiz?) sollte nicht auch die zehnte mittelalterliche auf dem Erlös aus dem Verkauf des Körpers private Gesicht, denn dies würde keinen Zivil- und Verfassungs Fortschritt, sondern ein Rückzug und eine kleine Spekulation von Politikern und der Zustand des Unglücks und Elend an der Basis der Prostitutionswahl! Schließlich, wenn es ein Bereich ist, der von dem Steuerbeitrag befreit werden soll, nicht so sehr nicht nur auf die Art der sozialen Dienste geleistet (man denkt auch, wie viele Vergewaltigungen, sexueller Straftaten und Belästigungen in weniger dank die Anwesenheit von Sexarbeiterinnen das Gebiet und es wäre interessant, statistische Erhebungen über das vermehrte Auftreten bestimmter Phänomene zu führen, in denen solche Dienste nicht verfügbar sind), oder um Ihre Privatsphäre, vor allem aber für die Kausalität stromaufwärts oft aufgrund der Untätigkeit der Wohlfahrtsstaates und anderer Chancen sowie die Notwendigkeit, sich selbst zu vergegenständlichen, Güter auf der physischen Ebene zu erlangen, das Verlangen anderer zu befriedigen, steht außer Zweifel, dass es sich genau um Prostitution handelt. Dann gibt es eine ganze Reihe von psychologischen Folgen der Ausübung des Berufs resultierenden, die nur haben zum Teil angesprochen worden, bis heute, die psychoanalytische Literatur und Forensik (Cesare Lombroso für die Pilger Sexologie an ankommen behandelt „Eros und Zivilisation“ von Herbert Marcuse), aber sie stellen den „realen Preis“, dass Sexarbeiterinnen zahlen, auch in diesen Zeiten, zusätzlich zu Diskriminierung, Ausgrenzung und soziale Stigmatisierung. Ich spreche von Schuld oder unbewussten Wünsche masochistische Selbstbestrafung oder Selbstzerstörung, die viele im Inneren als eine wahre „psychologische Bombe“ tragen jederzeit bereit, zu explodieren, um einen Weg nehmen meist noch von Moral und Religion zensiert oder besser vor Vorurteilen. Im Gegensatz zu Kunden, die Prostituierte auf ihren Instinkten und Spannung downloaden Zufriedenheit zu erreichen oder „kleinen Tod“, und selten leiden an Konflikten oder Schuld (zum Beispiel im Fall des Verrats der Ehepartner in der traditionellen Perspektive, etc.). wie von Marcuse über die Psychoanalyse von Sigmund Freud erklärte, alle Instinkte und Leidenschaften, die es verschlingen neigen dazu, ein Gleichgewicht, das die Überwindung des Lebens selbst, das „Nirvana oder Paradies“ anorganisch, von denen die „petit morgue“ in allen resultierenden ' Orgasmus stellt nur den Fortschritt dar, das Ersatz- oder Verzögerungswerkzeug. So trägt die Prostituierte in all dieser „Last des Todes“ oder „Rennen auf dem Tod“, um zu verlieren, nicht selten den gleichen Sinn für das Leben in der Perspektive oder das gleiche Gefühl der in einem psychologischen Grenz Prozess Selbsterhaltung entwerten. Sie ist sich des Vergnügens bewusst, aber dieses Vergnügen ist illusorisch, kurzzeitig und ein Auftakt zum "Jenseits des Lustprinzips". Genauer gesagt, Freud hatte, fast wie in einer Entwicklung der darwinistischen Evolutionstheorie, vermutet, dass sich die individuelle Ontogenese immer auf die Phylogenie der gesamten Spezies bezieht. Dass es ein Zustand der undifferenzierten Ur-Instinkte, nämlich die Tendenz des organischen Lebens auf die „recherche du Temp perdu“, dh den bisherigen Stand der Dinge verlassen unter dem Druck äußerer Kräfte Stören Hervorhebung der suggestiven Kraft der Erinnerung und wiederherzustellen explosives Potential (Eros und Zivilisation Marcuse, Mondadori, pag.194). Beim Menschen kehrt dieses Gedächtnis oft zur Kindheit, Jugend, zur mütterlichen Figur zurück, wenn er "geschützt" war und sich nicht selbst verteidigen musste und die Verantwortung für Entscheidungen wie im Erwachsenenleben übernehmen musste. In diesem Sinne stellt die Figur der Prostituierten das Objekt der Übertragung auf die Ahnenfigur der Großen Mutter dar! Der Sinn des Lebens, nach dieser Ansicht von Freudsche Herkunft, würde alle in ' ‚rückwärts‘, auch in den Ritualen des täglichen Lebens, so die Beziehung mit den Prostituierten sind oft sie, die die Sache, als die Mutter und Kind führen und verwalten und alle Instinkte stammen zugleich aus dem Unbewußten und daher aus unserer Vergangenheit und aus den Erfahrungen oder Empfindungen der Vorfahren, bis in die früheste Kindheit. Zusammengefasst für Freud, wollen wir das Vergnügen erreichen aller Spannung und Aufregung, um loszuwerden, wie wenn wir in ihrem ursprünglichen Zustand anorganisch waren, früher oder später zum Leben erwecken (schreibt Lukrez in De Rerum Natura „Nichts war für uns die Zeit vor zum Leben erwacht und nichts wird für uns die Zeit sein, die unserem Aufbruch folgen wird! ") und in dieser Perspektive gibt es hinter dem Eros immer den Todestrieb, die beiden Instinkte sind streng benachbart, wenn nicht gar symbiotisch Aber, wenn auf der einen Seite, der Kunde findet oder versucht, die momentane Befriedigung zu finden, nimmt die Prostituierte auf mich die psychische Belastung aller Spannungen und Kunden Instinkte, dass die Gesellschaft mit all ihren Problemen, wie Der Erlöser übernimmt in der christlichen Vision die Last aller "Sünden der Welt", selbst der niedrigsten Leidenschaften und ungelösten inneren Konflikte. Dies bedeutet nicht, dass Prostitution als berufliche Tätigkeit nicht ausgeübt werden kann, auf den verschiedenen Psychologien abhängig, auch in egosyntonic Art und Weise, aber, wie gerade in der anstrengendste Arbeit auf psychologischer Ebene, diese Art von Aktivität in den meisten Fällen beinhaltet nimmt auf sich eine psychische Belastung und erfahrungs, die am wenigsten schwer zu sagen, und oft schwer (daher traditionell die Verwendung von Alkohol, Drogen, Psychopharmaka und anderen verheerenden Nebenwirkungen, von denen aus Lombroso kriminologische Literatur ist reich umzusetzen der in der Prostituiertenfrau das spiegelnde Alter Ego seines Prototyps eines straffälligen Mannes sah). Aber Prostitution in einer modernisierten und humanisierten Vision, heute wie in den Tagen der Mysterienkulte, hat noch mehr als vor der Psychoanalyse mit der intimen psychischen und emotionalen Identität zu tun, aus der sich der Sinn des Lebens selbst ableitet. Schicksale der Welt, also diejenigen, die diesen Weg des Lebens wählen, unabhängig von den Umständen, die ihn geführt haben, sind und sollen überhaupt nicht als Ablehnung der Gesellschaft betrachtet werden, sondern bedürfen der Aufmerksamkeit und Rücksichtnahme des Staates sowie Hilfe und Pflege in Schwierigkeiten. Wenn wir bereit sind, die Debatte in dieser Hinsicht kulturell zu konfrontieren, dann kann nur eine ernsthafte Debatte eröffnet werden und nicht eine bloße legislative Spekulation, um Bargeld mit dem Default um die Ecke zu bringen. Rom, 23. September 2018. Rechtanwalt Gianfranco Ferrari Publizist Journalist